pari al 41% del massimale mensile Naspi, per ogni 12 mesi di anzianità aziendale posseduta dal lavoratore negli ultimi 3 anni; da rideterminare in proporzione al numero di mesi lavorati (intesi come periodo di almeno 15 giorni) in caso di rapporti di lavoro inferiori a 12 mesi.
Per quest'anno si considera la circolare n. 14 del 3 febbraio 2023. Considerato che per il 2023 il massimale è pari ad euro 1.470,99, per ogni 12 mesi di anzianità aziendale è dovuto un contributo di: 1.470,99 * 41% = 603,10 euro.
Si ricorda che il ticket di licenziamento (o contributo NASpI) è quel contributo che il datore di lavoro è tenuto a versare all'INPS in tutte le ipotesi di interruzione del rapporto di lavoro che conferiscono al lavoratore a tempo indeterminato il diritto potenziale all'indennità di disoccupazione NASpI.
Quanto costa ad un'azienda licenziare un dipendente?
Misura del ticket licenziamento
Il contributo è pari al 41% del trattamento massimale mensile di NASpI per ogni 12 mesi di anzianità aziendale entro un limite massimo di 3 anni. Se la durata del rapporto di lavoro è inferiore a un anno (12 mesi) il “ticket” deve essere riparametrato agli effettivi mesi di lavoro.
Cosa succede se il datore di lavoro licenzia un dipendente?
5 della Legge n. 300/1970 prevede la risoluzione del rapporto di lavoro con effetto dalla data del licenziamento e condanna il datore di lavoro al pagamento di un'indennità risarcitoria onnicomprensiva determinata tra un minimo di dodici e un massimo di ventiquattro mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto.