Ma la radio è anche uno strumento domestico, attorno al quale si riunisce la famiglia e la programmazione viene studiata per esaltarne le potenzialità. Gli abbonati crescono rapidamente nella seconda metà degli anni '30 sino a raggiungere il prefissato traguardo del milione nel 1938. Il costo dell'utenza è di 81 lire.
Il 27 novembre, l'URI iniziava le sue comunicazioni regolari giornaliere. Tuttavia l'alto costo degli apparecchi (nell'Italia degli anni venti, uno costava circa 3.000 lire e il reddito medio annuo non superava le 1.000 lire) ne limitava l'uso alle famiglie più abbienti.
Agli inizi degli anni Trenta il prezzo medio di una radio era attorno alle 2 mila lire – equivalenti a circa 1670 euro – e si calcola che questa cifra rappresentasse i due terzi del reddito medio annuo di una famiglia italiana.
La prima trasmissione radiofonica italiana viene mandata in onda il 6 ottobre 1924 con la voce di Maria Luisa Boncompagni. Il palinsesto, piuttosto scarno, era costituito da brani tratti da opere di musica classica o da camera. Nel 1924 viene fondata l'URI (Unione Radiofonica Italiana).
Per iniziare il nostro elenco dobbiamo partire dal 1924, ben 93 anni fa, anno in cui risale la prima trasmissione radiofonica italiana, a cura dell'Unione Radiofonica Italiana (URI), che cambierà nome in EIAR (Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche) nel 1927, per arrivare alla formula attuale di Rai Radio 1 nel ...