Domanda di: Dr. Ninfa D'amico | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 5/5
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Il prezzo di vendita degli schiavi variava notevolmente in base alla specializzazione di ciascuno. Nella sua opera Memorabili Senofonte fa dire a Socrate: «Un servo può valere due miniere, un altro meno della metà di una miniera, un altro cinque miniere, e un altro ancora non meno di dieci».
Il prezzo di uno schiavo dipendeva da molti fattori: età, sesso e dalla richiesta. Un uomo giovane poteva essere comprato per circa 26 sterline e rivenduto in America per 40. Gli schiavi sbarcati oltreoceano tra il 1500 e il 1890 furono circa 9.500.000.
I prezzi variavano a seconda dell'età e delle qualità (intelligenza, cultura, forza fisica ma anche bellezza, buona dentatura, capacità di suonare o cantare, parlare greco) e si aggiravano sui 1200-2500 sesterzi (secondo alcuni calcoli effettuati, a fine repubblica un sesterzio equivaleva a circa 2 euro).
A scendere tutti gli altri: le ragazze tra i 10 e i 20 anni valgono100 euro, quelle tra i 20 e i 30 si attestano sui 70 euro e le donne tra i 30 e i 40 hanno un valore intorno ai 50 euro. All'atto dell'acquisto, la compravendita avviene spesso in modo molto simile a quella degli animali.
"» La condizione degli schiavi variava molto in base al lavoro che svolgevano; gli schiavi delle miniere del Laurio e le pornai (prostitute) vivevano un'esistenza violenta e brutale, mentre gli schiavi pubblici, gli artigiani, i commercianti e i banchieri godevano di relativa indipendenza.