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Quanto si guadagna a fare l'amministratore di condominio?
L'amministratore di condominio che si occupa in modo professionale della gestione di diversi condomini può guadagnare dai 2.000 ai 4.000 euro al mese.
Quali sono le giuste cause per cui revocare l'amministratore?
La rimozione amministratore condominio è possibile per:
la mancata comunicazione all'assemblea dei condomini della ricezione di un atto di citazione o un provvedimento amministrativo che eccede l'esercizio delle sue funzioni; il mancato reso conto della gestione; la commissione di gravi irregolarità.
Chi controlla l'operato degli amministratori di condominio?
Il ruolo e le competenze del Revisore Condominiale Può essere nominato dall'assemblea allo scopo di verificare l'operato dell'amministratore, ha poteri ispettivi e di accesso agli atti. Partendo dal “rendiconto condominiale” può verificare che sia stato compilato secondo quanto previsto dalla riforma.
Per cosa si può denunciare un amministratore di condominio?
È possibile denunciare l'amministratore di condominio per tutti quei comuni reati che può commettere qualsiasi cittadino. Si possono poi configurare delle ulteriori ipotesi connesse all'incarico da questi rivestito e alla gestione del denaro comune.
Quanto rimangono in carica gli amministratori?
Gli amministratori non possono essere nominati per un periodo superiore a tre esercizi [2385], e scadono alla data dell'assemblea convocata per l'approvazione del bilancio relativo all'ultimo esercizio della loro carica.
Chi decide l'amministratore?
A scegliere l'amministratore è sempre l'assemblea o, in caso di mancato accordo, dall'autorità giudiziaria. Se non si nomina l'amministratore di condominio non sono quindi previste sanzioni ma è bene sapere che non possono essere altri se non i condomini a scegliere il loro organo esecutivo.
Cosa deve fare l'amministratore uscente?
1129 c.c., introdotto dalla legge di riforma, l'amministratore uscente è obbligato, alla cessazione dell'incarico, a consegnare tutta la documentazione in suo possesso relativa alla gestione condominiale all'assemblea o al nuovo amministratore nel frattempo nominato in sostituzione.
Quando l'amministratore di condominio risponde personalmente?
In ciascuna di tutte le citate fattispecie, laddove il condominio o i condomini abbiano subito un pregiudizio che sia eziologicamente ricollegabile alla sua condotta od anche ad una sua negligenza od omissione, l'amministratore risponde personalmente dei danni che, per essere risarciti, devono comunque sussistere.
Cosa fare se l'amministratore non fa il suo lavoro?
Se l'amministratore non agisce in giudizio, ogni singolo condomino può rivolgersi al giudice al posto suo per tutelare gli interessi comuni. Chiaramente, dovrà farlo a proprie spese, rivolgendosi a un avvocato e anticipando le spese del giudizio nella speranza di recuperarle in caso di successo.
Come capire se l'amministratore di condominio ruba?
Come verificare la contabilità dell'ex amministratore ladro È chiaro che, per verificare se vi sia stata una appropriazione indebita è necessario effettuare una verifica contabile. Questa verifica può essere fatta dal nuovo amministratore, sostituto del precedente oppure può essere affidata a un esperto contabile.
Cosa deve fare l'amministratore di condominio per il bonus facciate?
Per il bonus facciate l'amministratore del condominio deve:
indicare i dati del fabbricato nella dichiarazione dei redditi; effettuare gli altri adempimenti, analogamente alle detrazioni per interventi di recupero del patrimonio edilizio o di efficienza energetica sulle parti comuni;
Chi controlla i conti in un condominio?
Il revisore condominiale: la figura che verifica la contabilità del tuo condominio. La legge di riforma del condominio ha attribuito all'assemblea dei condòmini la facoltà di nominare un revisore condominiale che verifichi la contabilità del loro condominio, anche per più annualità specificamente indicate.
Come controllare i conti dell'amministratore?
Uno strumento di controllo dell'operato dell'amministratore è la nomina di un revisore della contabilità condominiale. L'assemblea può – a propria discrezione – nominare, in qualsiasi momento o per più annualità specificate, un revisore, con l'incarico di controllare la contabilità condominiale.
Chi può fare il cambio amministratore?
Per cambiare amministratore sono sufficienti 2 condomini che appongano la firma, a patto che essi rappresentino almeno un terzo dei millesimi totali del palazzo.
Che maggioranza ci vuole per cambiare amministratore?
4 cod. civ. stabilisce che “Le deliberazioni che concernono la nomina e la revoca dell'amministratore … devono essere sempre prese con la maggioranza stabilita dal secondo comma”, ossia una maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno metà del valore dell'edificio (500 mm).
Quante firme servono per cambiare amministratore?
Non è necessario, ma neanche sufficiente, raccogliere le firme per cambiare amministratore. Difatti l'unica volontà che conta è quella che si forma in assemblea, ossia alla riunione di condominio.
Che laurea serve per diventare amministratore di condominio?
In possesso di tutti i requisiti previsti dall'art 71-bis delle disposizioni di attuazione del Codice Civile per esercitare la professione di amministratore condominiale e per la precisione: Laurea in Economia Aziendale e Management.
Che percentuale spetta all'amministratore?
È, ad ogni modo, data possibilità all'amministratore di quantificare in misura fissa il proprio compenso extra oppure di determinarlo in una percentuale aggiuntiva parametrata all'intero importo delle opere straordinarie, nella misura che di solito si attesta indicativamente tra lo 0,50 e l'1 per cento.
Chi paga l'amministratore per il Bonus 110?
La risposta al quesito è negativa: il compenso dell'amministratore di condominio non rientra tra le spese che possono essere oggetto di detrazione secondo le regole del Superbonus 110%. Di conseguenza, nemmeno è possibile lo sconto in fattura ovvero la cessione del credito.
Cosa fare se l'amministratore di condominio non risponde alle mail?
E' opportuno inviargli una diffida tramite fax, telegramma, pec o raccomandata (meglio ancora se viene firmata da più condomini e non da uno solo), assegnando un termine perentorio per rispondere. Nel caso in cui l'amministratore non risponda alle richieste dei condomini, può essere revocato per giusta causa.