I malati oncologici o loro familiari possono assentarsi dal lavoro, per un periodo non superiore a 2 anni nell'arco dell'intera vita lavorativa. Nel corso dell'assenza il dipendente ha diritto alla conservazione del posto senza tuttavia percepire retribuzione.
Questi ultimi infatti, se costretti a sospendere anche solo temporaneamente l'attività lavorativa a causa della patologia e delle terapie oncologiche, hanno diritto all'indennità di malattia (massimo 61 giorni/anno) ed eventualmente all'indennità di degenza ospedaliera (massimo di 180 giorni/anno).
Quanto dura l'invalidità per un malato oncologico?
Malattia oncologica: congedo straordinario
I dipendenti familiari di persona gravemente disabile (come può essere il malato oncologico) possono richiedere un congedo dal lavoro retribuito per una durata massima di 2 anni nell'arco dell'intera vita del richiedente.
Il malato di cancro ha diritto all'esenzione per patologia (cod. 048) dal pagamento del ticket per farmaci, visite ed esami appropriati per la cura del tumore da cui è affetto e delle eventuali complicanze, per la riabilitazione e per la prevenzione degli ulteriori aggravamenti.
Chi ha avuto un tumore può andare in pensione prima?
Dal part time alla pensione anticipata. I lavoratori ai quali viene diagnosticato un tumore o che convivono con esso – nonché le persone che assistono un familiare malato – godono di alcune tutele previste dalla legge, sia come particolare categoria di malati sia, genericamente, come persone riconosciute invalide.