La principale conseguenza dell'applicazione di un provvedimento di espulsione consiste nel divieto, applicato al cittadino straniero, di fare reingresso nello Stato Italiano per un periodo di tempo che, a seguito dell'entrata in vigore del D.L. 89/2011, va dai tre ai cinque anni.
Il decreto di espulsione, in quanto provvedimento amministrativo ad efficacia durevole, è revocabile. Esso determina l'allontanamento dal territorio nazionale dello straniero, che verrà rinviato allo Stato di appartenenza, o se impossibile, allo Stato di provenienza.
L'espulsione è eseguita dal questore competente per il luogo di detenzione, facendo accompagnare dalla forza pubblica il detenuto straniero al posto di frontiera. L'espulso potrà fare ritorno in Italia solo dopo che saranno trascorsi dieci anni, altrimenti dovrà scontare la pena residua.
Quando si ha subita un'espulsione, per poter ottenere nuovamente l'accesso in Italia si ha bisogno di una speciale autorizzazione che viene rilasciata dal Ministero dell'Interno. Bisogna fare richiesta di personale alla Rappresentanza diplomatica italiana del proprio Paese.
L'espulsione è un provvedimento che intima lo straniero a lasciare il territorio dello Stato e viene disposta quando non sussistono le condizioni o i requisiti per il soggiorno dello straniero in Italia, come ad esempio la persona che non ha rinnovato il proprio permesso di soggiorno entro il termine di legge di 60 ...