Domanda di: Ing. Ariel Sorrentino | Ultimo aggiornamento: 21 maggio 2026 Valutazione: 4.8/5
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L'IVA sullo zucchero in Italia è generalmente applicata con l'aliquota ridotta del 10%. Questo prodotto è considerato un bene alimentare di largo consumo, soggetto a tale aliquota agevolata, come indicato nell'analisi della Coldiretti sugli effetti delle leggi di stabilità. Tale aliquota si applica al dettaglio e nella produzione.
Se sull'acqua in bottiglia, sugli alcolici e sulle bibite, infatti, pagherai il 22% di IVA, sulla carne, il pesce, le uova, i cereali e lo zucchero, solo per fare qualche esempio, pagherai solo il 10%.
L'Iva al 10% si applica sulla differenza tra l'importo complessivo dell'intervento e il costo dei beni significativi (a – c = 10.000 - 6.000 = 4.000). Sul valore residuo dei beni (2.000 euro) l'Iva si applica nella misura ordinaria del 22%. I “beni significativi” sono stati individuati dal decreto 29 dicembre 1999.
L'IVA ridotta al 4% si applica a beni essenziali come frutta, verdura e cereali. Questi prodotti di prima necessità beneficiano di un'aliquota inferiore per ridurre il costo al consumatore. I formaggi e burro rientrano nel regime del 10%, poiché considerati alimenti base ma non di primissima necessità.
Oltre alla detrazione Irpef del 19%, si applica l'aliquota Iva agevolata al 4% (anziché quella ordinaria del 22%) per l'acquisto di sussidi tecnici e informatici rivolti a facilitare l'autosufficienza e l'integrazione delle persone con disabilità di cui all'articolo 3 della legge n. 104/1992.