Domanda di: Ing. Pietro Pellegrini | Ultimo aggiornamento: 3 giugno 2026 Valutazione: 4.1/5
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La seconda casa è soggetta a una tassazione più elevata rispetto alla prima, sia in fase di acquisto che di mantenimento. Le imposte principali includono l'IMU (con aliquote tra lo 0,86% e l'1,06% del valore catastale), la TARI, e imposte di registro al 9% (o IVA al 10%) per l'acquisto.
Imposta catastale: 200 euro (fissa); Imposta ipotecaria: 200 euro (fissa); Imposta di registro: 200 euro (fissa); IVA: 10% del valore catastale della tua seconda casa (22% per gli immobili di lusso).
Se, attraverso la documentazione delle utenze, si dimostra che l'immobile è abitato in modo continuativo, si può avere diritto all'esenzione IMU sulla seconda casa. La richiesta di esenzione dovrà essere presentata direttamente al Comune competente, che verificherà i dati e la documentazione fornita.
Come posso evitare di pagare la tassa sulla seconda casa?
Come evitare di pagare tasse sulla seconda casa
La prima possibilità, in fase di rogito, è quella di chiedere al notaio l'applicazione del prezzo-valore dell'immobile, che prende in considerazione la rendita catastale dell'immobile anziché il prezzo di vendita come base imponibile per il calcolo delle tasse.
Per calcolare l'imposta di registro, si applica il 9% sul valore catastale, che è il risultato della rendita catastale moltiplicata per un coefficiente, che per la seconda casa è pari a 126. Esempio: supponendo una rendita catastale di 1.200 euro, il calcolo sarà: Valore catastale: 1.200 x 126 = 151.200 euro.