Nel sistema contributivo attuale, l'ultimo stipendio non determina direttamente la pensione, che si basa invece sui contributi versati nell'intera carriera. L'assegno finale equivale mediamente al 50-70% dell'ultimo reddito (tasso di sostituzione), con variazioni in base ad anni lavorati e categoria.
Quanto contano gli ultimi stipendi per la pensione?
Si parte dalla media delle ultime retribuzioni lavorative (da 5 a 15 in base alla categoria professionale), che viene moltiplicata per il 2% (o percentuale inferiore al crescere del reddito) e per il numero di anni lavorati (massimo 40).
Il calcolo è piuttosto semplice e si basa su questa formula: Tasso di sostituzione = (Pensione / Ultimo stipendio) × 100. Per esempio, se il tuo ultimo stipendio mensile è di 2.500 euro e il primo assegno pensionistico è di 1.750 euro, il tasso di sostituzione è del 70%.
Il meccanismo di calcolo è semplice. Si prende il proprio stipendio netto e lo si aumenta di una percentuale pari al 32,7 per cento dello stipendio lordo: il risultato sarà un guadagno netto immediato in busta paga, che oscillerà tra il 40 e il 50 per cento per ogni anno di rinvio del pensionamento.
Quanto prenderò di pensione con uno stipendio di € 1500?
Con uno stipendio di 1500 euro, l'importo della pensione varia molto in base agli anni di contributi versati, ma realisticamente ci si può aspettare circa il 60-70% dello stipendio con 40 anni di contributi (circa 900-1050 euro/mese) e una percentuale inferiore con meno anni, calcolando che il sistema attuale è contributivo e l'importo finale dipende dal totale dei contributi accumulati e dalla speranza di vita. È fondamentale consultare il proprio estratto conto contributivo INPS per una stima precisa.