Durante il congedo di maternità obbligatorio (solitamente 5 mesi), le lavoratrici dipendenti percepiscono un'indennità INPS pari all'80% della retribuzione media giornaliera. Spesso i contratti collettivi (CCNL) integrano tale cifra al 100% dello stipendio. L'indennità è generalmente anticipata in busta paga dal datore di lavoro.
La prestazione economica di maternità a carico dell'INPS è pari all'80% della retribuzione media globale giornaliera percepita nel mese immediatamente precedente il mese di inizio del congedo (o nel caso di disoccupate o sospese, nell'ultimo mese di lavoro).
La maternità è pagata al 100% principalmente grazie all'integrazione dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL) che portano l'indennità INPS (di base 80%) al 100% per il periodo di maternità obbligatoria, specialmente nei settori privati e nel pubblico impiego dove spesso è previsto un mese di congedo parentale retribuito al 100%. Dal 2025, inoltre, il primo mese di congedo parentale (non obbligatorio) è retribuito all'80% per tutti, con l'obiettivo di arrivare al 100% per i primi tre mesi nei prossimi anni, secondo la Legge di Bilancio.
L'indennità di maternità è un contributo statale e sarà, quindi, l'INPS a doverlo versare. Tuttavia l'INPS (salvo casi particolari che analizzeremo in seguito) non lo verserà direttamente alla lavoratrice dipendente.
Per l'anno 2025, l'importo minimo dell'indennità di maternità ENPAP è di euro 5.961,28 al lordo della ritenuta d´acconto del 20%, mentre il massimo corrisponde a cinque volte il minimale (euro 29.806,40).