La CGIL trattiene in media lo 0,5% - 1% della retribuzione lorda mensile come quota associativa dai lavoratori iscritti. I finanziamenti includono oltre 21 milioni di euro all'anno dalle tessere, oltre a fondi pubblici per servizi CAF e patronati. Gli stipendi del personale CGIL variano da circa 1.100€ a oltre 2.100€ netti mensili.
Secondo una recente norma, la legge n° 46 del 2022, la percentuale di trattenuta sindacale deve ammontare ad almeno lo 0,5% dello stipendio lordo. Nella maggior parte dei casi, spesso rappresenta circa l'1% o poco di meno. Inoltre, può variare in base al proprio livello professionale.
I sindacati italiani, inclusa la CGIL, si finanziano principalmente in 3 modi: Trattenute in busta paga o sulla pensione: quindi attraverso la quota sindacale versata direttamente dagli iscritti. Contributi pubblici indiretti: ad esempio fondi per CAF e patronati.
In particolare, leggi e contratti firmati tra il 1993 e il 1998 hanno fatto sì che nel pubblico impiego sia previsto il «distacco sindacale retribuito»: il lavoratore fa il sindacalista, lo stipendio (integrativi e contributi compresi) lo mette lo Stato.