Quanto tempo passa dalla fine delle indagini preliminari al rinvio a giudizio?
Domanda di: Artes Greco | Ultimo aggiornamento: 11 marzo 2026 Valutazione: 4.4/5
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Le indagini preliminari durano solitamente 6 mesi (estendibili a 18-24 per casi complessi o gravi) dall'iscrizione del nome dell'indagato nel registro notizie reato. Dopo l'avviso di chiusura (415-bis c.p.p.), l'indagato ha 20 giorni per difendersi. Il P.M. ha poi tre mesi per chiedere il rinvio a giudizio o l'archiviazione.
Quanto tempo tra chiusura indagini e rinvio a giudizio?
[Qualora si proceda per i reati di cui all'articolo 589, secondo comma, e 589 bis del codice penale, la richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero deve essere depositata entro trenta giorni dalla chiusura delle indagini preliminari](3).
I tempi del rinvio a giudizio nel processo penale italiano variano: dopo la chiusura delle indagini (che durano 6-18 mesi, prorogabili fino a 2 anni per reati gravi), il Pubblico Ministero (PM) ha 20 giorni per presentare la richiesta di rinvio a giudizio dopo aver notificato l'avviso ex art. 415 bis c.p.p. all'indagato. Il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) fissa poi l'udienza preliminare entro 5 giorni dal deposito, e tra deposito e udienza non possono intercorrere più di 30 giorni.
Cosa succede dopo la chiusura delle indagini preliminari?
415bis c.p.p., che gli viene direttamente notificato presso la residenza. L'avviso di conclusione delle indagini segna il passaggio dalla fase delle indagini a quella successiva, nel quale il Pubblico Ministero dovrà procedere alla richiesta di rinvio a giudizio (ossia, di sottoporre l'indagato ad un processo).
comunque, per un periodo complessivamente non superiore a sei mesi o, se si procede per taluno dei delitti indicati nell'articolo 407, c. 2, non superiore a un anno. Trascorsi questi termini, al p.m. è tuttora riconosciuto un ulteriore lasso di tempo (il c.d. termine di riflessione; → nuovo art. 407-bis, c.