205 del 2017) e la Legge di bilancio 2020 (legge n. 160 del 2019) hanno abbassato questo tempo obbligatorio a 2 anni, secondo le direttive di ARERA. I 2 anni sono validi anche per le utenze di telefono, ADSL, acqua e fax, mentre salgono a 10 anni quelli per la bolletta dell'energia elettrica contenente il canone Rai.
Come previsto da uno dei principali riferimenti normativi in materia, ovvero l'articolo 2220 del Codice civile, le fatture, così come tutte le scritture contabili in generale, devono essere conservate per un periodo minimo di dieci anni, così da poter essere presentate in caso di controllo.
Trascorso il periodo definito dalla legge, infatti, il fornitore non potrà più richiedere alcun pagamento al proprio cliente. Nel caso specifico delle bollette per la fornitura elettrica, del gas e dell'acqua, le bollette vanno conservate per cinque anni.
Andando nel dettaglio, le bollette di luce, gas e acqua andranno conservate per cinque anni. Decorsi i cinque anni, il fornitore non potrà più richiedere l'eventuale pagamento di arretrati.
Quando si buttano le bollette? Le bollette di luce, gas e acqua possono essere buttate dopo due anni (oppure dopo cinque se ricevute rispettivamente prima di 2018, 2019 e 2020). Quelle del telefono dopo cinque anni.