Quanto tempo si può stare in infortunio sul lavoro?

Domanda di: Dott. Carmela Fiore  |  Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023
Valutazione: 4.2/5 (21 voti)

Il lavoratore, vittima di infortunio sul lavoro, ha di norma diritto a 180 giorni totali di astensione in un anno solare, pena la perdita del lavoro. Trascorsi i 180 giorni del cosiddetto “periodo di comporto”, il datore di lavoro può procedere al licenziamento.

Cosa fare quando finiscono i giorni di infortunio?

Per il rientro al lavoro dopo un infortunio di durata superiore a 3 giorni è necessario il certificato di chiusura dell'infortunio. L'attestato viene rilasciato da un medico dell'INAIL, quindi bisogna rivolgersi all'Istituto per richiedere il certificato con il quale ritornare a lavorare.

Quando l'infortunio si trasforma in malattia?

Un infortunio diventa malattia quando viene stabilito per legge che l'inabilità temporanea al lavoro non è stata causata da un incidente che presenta requisiti tali da poterlo identificare come un infortunio sul lavoro. Così, l'infortunio viene trasformato in una malattia comune e non professionale.

Quanti giorni può durare un infortunio sul lavoro?

La durata massima dell'infortunio sul lavoro è di 180 giorni che possono essere usufruiti nell'arco temporale di un anno. Questo periodo di tempo viene definito anche come “periodo di comporto”.

Cosa succede se l'infortunio supera i 30 giorni?

Quando avvengono infortuni mortali o con prognosi superiore a 30 giorni il datore deve denunciarne l'accaduto all'autorità locale di pubblica sicurezza del comune in cui l'evento si è verificato. Per i datori soggetti all'assicurazione INAIL l'obbligo si intende assolto con la semplice denuncia d'infortunio.

Infortunio sul lavoro INAIL e malattia professionale