La versione considerata rara è realizzata in un materiale detto Italma (Italiano Alluminio Magnesio), una delle leghe usate dalla Zecca, composto da alluminio, magnesio e manganese. Pesa 26,7 grammi e se è perfettamente conservata può valere anche 1.200 euro.
Alcune annate sono particolarmente ricercate dai collezionisti: 5 lire 1956: è la più rara e ambita. Se in ottime condizioni, può valere dai 500 ai 2.000 euro. 5 lire 1951: la prima edizione, se ben conservata, può valere tra 50 e 150 euro.
Stiamo parlando delle 100 Lire italiane Minerva del 1954 in Acmonital con la scritta “prova”. Distribuite quasi per sbaglio ed oggi classificate come “Rare R3” sono diventate un vero “tormentone” per i collezionisti.
Quali monete di lire italiane possono valere una fortuna?
Le lire che valgono tanto sono principalmente quelle rare del Regno d'Italia (come alcune 5 lire del 1901) e della Repubblica Italiana, specie le prime emissioni (es. 10 lire del 1947), le "Prova" (500 lire Caravelle, 500 Dante) e quelle coniate in piccole tirature, come le 5 lire Delfino (1956) o 100 lire Minerva "prova" (1954). Il valore dipende crucialmente dall'anno, dalla tiratura e soprattutto dallo stato di conservazione (Fior di Conio - FDC).