L'obesità non riduce soltanto la qualità di vita, ma anche la durata della stessa. Si calcola infatti che i pazienti con una obesità di III grado possano avere una vita media di circa 60 anni, contro gli 80 anni delle persone normopeso.
L'obesità costituisce un fattore di rischio cardiovascolare, in grado di indurre una maggiore incidenza di accidenti cardio- e cerebrovascolari, incrementando la frequenza e la gravità di altri fattori noti di rischio quali la dislipidemia, l'ipertensione arteriosa, il diabete e l'insulinoresistenza.
Le cause principali che portano all'obesità sono un'alimentazione ipercalorica e l'inattività fisica, che generano uno squilibrio tra calorie assunte e calorie bruciate. L'attività fisica, infatti, consente non solo di bruciare calorie durante l'attività, ma anche di incrementare il metabolismo basale a riposo.
Indipendentemente dall'approccio che si decida di seguire, le consulenze (almeno) del nutrizionista e dello psicologo sono considerate necessarie. Il primo passo per chi non ha mai provato a perdere il peso in eccesso consiste nella dieta e nell'educazione alimentare: tanto più efficace quanto più precoce.