Si dice se sia possibile o se fosse possibile?
Entrambe le forme sono corrette, ma si usano in contesti temporali differenti. Si dice "se sia possibile" (congiuntivo presente) per riferirsi a una possibilità attuale o futura, specialmente dopo verbi al presente (es. chiedo se sia possibile). Si usa "se fosse possibile" (congiuntivo imperfetto) per ipotesi irreali, passate o in contesti di massima cortesia/condizionali.
Come si dice se sia possibile o se fosse possibile?
È corretto: "Le scrivo per chiederLe se fosse possibile assistere all'esame di domani"? Molto più semplicemente: “se è possibile”; oppure, volendo dare un tocco di stile più alto, “se sia possibile”; o, ancora, con maggiore cortesia formale, “se sarebbe possibile”.
Quando si usa sia o fosse?
Direi che sia un fatto di tempi (sia verbali che cronologici): “che sia brutto” = lo è sempre; “che fosse brutto” = lo era allora, quando ne parlammo.
Come è giusto che sia o che fosse?
vorrei che tu fossi
e non: vorrei che tu sia. Riassumendo: si dice voglio che sia, ma vorrei che fosse, come cantava Mina.
Se fosse possibile sinonimo?
possibilmente. nei limiti del possibile, per quanto possibile, potendo || probabilmente.
Trovate 24 domande correlate
Sia possibile sinonimo?
≈ attuabile, avverabile, effettuabile, fattibile, realizzabile. ↔ impossibile, irrealizzabile. b. [di ciò che non si sa se avverrà o no: è ancora p.
Che si sia o che si fosse?
Avete detto che i verbi che esprimono un desiderio o una volontà, al condizionale, esigono l'uso del congiuntivo imperfetto. Quindi la frase corretta è: "vorrei che fosse/fosse stato Giovanni a venire con noi". Se prendiamo questa frase: "vorrei sapere se sia possibile prenotare".
Come non sbagliare mai i congiuntivi?
Per non sbagliare il congiuntivo, ricorda di usarlo con verbi di dubbio, desiderio, speranza, opinione e necessità (es. credo che, spero che), nelle frasi ipotetiche con "se" (soprattutto se l'azione è irreale o incerta, come in "se fossi ricco"), con il Lei di cortesia (Mi faccia vedere), con espressioni impersonali (è bene che, è necessario che) e con pronomi indefiniti (chiunque); il trucco è sostituire con l'infinito se il soggetto è lo stesso e verificare il senso di incertezza o soggettività prima di ogni "che" o "se".
Chi fosse o chi sia?
RISPOSTA: Se assimiliamo la costruzione chi fosse a se qualcuno fosse, con riferimento al presente, la costruzione chi sia dovrebbe essere assimilata a se qualcuno sia, che non è prevista in italiano (e si sovrapporrebbe funzionalmente a se qualcuno fosse).
Quando usare sia?
Vocabolario on line
del verbo essere, usata come congiunzione disgiuntiva correlativa: è una casa confortevole, sia d'inverno sia d'estate; sia lui, sia un altro, per me è lo stesso (il secondo elemento della correlazione può essere introdotto anche da o oppure da che: sia lui o un altro, sia d'inverno che d'estate).
Cosa significa "anche se fosse"?
indica un fatto possibile, ossia un fatto che può essere vero o falso, che può accadere o no. Ma anche se fosse vero o se accadesse, non avrebbe alcun effetto sull'azione espressa dall'altra frase (in questo caso l'altra azione sarà retta dal condizionale, perché anch'essa è possibile e non certa).
Qual è la forma corretta?
La forma corretta è qual è, senza apostrofo, perché si tratta di un troncamento (o apocope) della parola "quale" davanti alla vocale "è", non di un'elisione che richiederebbe l'apostrofo; vale lo stesso per "qual era" (e non "qual'era") e "qualcun altro" (e non "qualcun'altro"). La forma "qual'è" è un errore comune, ma diffuso anche in passato letterario, mentre l'italiano moderno richiede la forma senza apostrofo.
Se fosse venuto o se sarebbe venuto?
Nelle interrogative indirette si può mettere il condizionale dopo il se, perché non è il se di una ipotetica, quindi la frase corretta è: Ci ho parlato e gli ho chiesto se sarebbe venuto domani, e, visto che siamo in un contesto presente, va bene anche il futuro: Ci ho parlato e gli ho chiesto se verrà domani.
Qual è il significato di "ove fosse possibile"?
L'espressione ove possibile (descrivibile, dal punto di vista grammaticale, come una proposizione relativa ipotetica nominale incidentale) è semanticamente molto generica, tanto da comprendere qualsiasi circostanza potenzialmente ostativa, dalle avverse condizioni atmosferiche alla mancanza di posizioni vacanti.
Quanti italiani sbagliano il congiuntivo?
Anche il congiuntivo rappresenta una criticità: il 56% degli intervistati lo impiega in modo errato, come nel caso della frase “L'importante è che hai superato l'esame”, che richiederebbe “L'importante è che tu abbia superato l'esame”.
Come capire se è congiuntivo o condizionale?
Innanzitutto, bisogna tenere a mente questa sfumatura di significato: usiamo il congiuntivo quando vogliamo esprimere un'azione che indica un evento non sicuro, ossia possibile. Il condizionale, invece, quando parliamo di un'azione che è sì incerta, ma che sicuramente accadrà in presenza di una determinata condizione.
Si dice se sia o se fosse?
"Se sia" (congiuntivo presente) e "se fosse" (congiuntivo imperfetto) si usano in contesti diversi: "se sia" è più comune e formale per esprimere ipotesi o possibilità presenti/future ("Vorrei sapere se sia possibile"), mentre "se fosse" si usa soprattutto dopo verbi al condizionale (come "vorrei", "spererei") o per indicare un'ipotesi più lontana nel tempo o più incerta ("Vorrei che fosse" per un desiderio attuale ma meno concreto, o "se fosse" per una situazione passata ipotetica).
Che tu ci fossi o che tu ci sia?
Entrambe le espressioni sono corrette? Nel primo caso, entrambe le costruzioni vanno bene, portando con sé, nel caso dell'uso del presente (sia) una più forte accentazione di una condizione immediata, fortemente presente nel piano dello scambio comunicativo.
Quando usare il condizionale dopo il se?
Si usa il "se" + condizionale principalmente nelle domande indirette ("Mi chiedo se potrei aiutarti") per esprimere dubbi, o in rare costruzioni particolari, mentre nella maggior parte dei periodi ipotetici (situazioni immaginarie, improbabili, impossibili) la regola standard è "se" + congiuntivo (imperfetto o trapassato) nella protasi (la frase con "se") e condizionale nella reggente (apodosi) ("Se avessi tempo, andrei al cinema"). Usare il condizionale direttamente dopo il "se" in un periodo ipotetico è generalmente considerato un errore.
Sia possibile o è possibile?
L'indicativo presenta una possibilità (è possibile) come più certa, probabile od opportuna; il congiuntivo (sia possibile) come meno certa, meno realizzabile, forse meno lecita o adeguata: «[…] per le interrogative indirette la preferenza dell'indicativo o del congiuntivo è data dalla intenzione che vuole esprimere chi ...
Come si fa a non sbagliare i congiuntivi?
Per non sbagliare il congiuntivo, ricorda di usarlo con verbi di dubbio, desiderio, speranza, opinione e necessità (es. credo che, spero che), nelle frasi ipotetiche con "se" (soprattutto se l'azione è irreale o incerta, come in "se fossi ricco"), con il Lei di cortesia (Mi faccia vedere), con espressioni impersonali (è bene che, è necessario che) e con pronomi indefiniti (chiunque); il trucco è sostituire con l'infinito se il soggetto è lo stesso e verificare il senso di incertezza o soggettività prima di ogni "che" o "se".
Come si dice se dovessi o se dovrei?
Per la contemporaneità, possiamo usare l'imperfetto (del congiuntivo o dell'indicativo): Mi domandai se dovessi / dovevo unirmi a loro.
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