Il Sonetto 18 di Shakespeare è dedicato a un giovane uomo, noto come il "Fair Youth" (il "Bel Giovane"), un personaggio misterioso ma centrale nei primi 126 sonetti di Shakespeare, a cui il poeta loda la bellezza, sostenendo che sia superiore a un giorno d'estate e destinata a diventare immortale attraverso la poesia stessa.
Il “sonetto 18” è uno dei più celebri del corpus ed è inserito nella macrosezione (dal primo sonetto fino al 126) dedicato ad un giovane ed ignoto amico, indicato come “fair youth”.
I primi 126 sono indirizzati a un uomo, gli ultimi 28 a una donna. L'opera fu pubblicata da Thomas Thorpe in un in quarto nel 1609 col titolo stilizzato SHAKE-SPEARES SONNETS. Never Before Imprinted (sebbene quelli numero 138 e 144 fossero apparsi già nella miscellanea del 1599 The Passionate Pilgrim).
Non esiste un consenso universale, ma il Sonetto 18 ("Shall I compare thee to a summer's day?") è spesso citato come uno dei più belli e celebri, insieme al Sonetto 116 ("Let me not to the marriage of true minds") e al Sonetto 130 ("My mistress' eyes are nothing like the sun"), che offrono diverse prospettive sull'amore, la bellezza e l'immortalità. Il Sonetto 18 celebra la bellezza eterna attraverso la poesia, il 116 definisce l'amore vero e immutabile, mentre il 130 smonta i convenzionali paragoni petrarcheschi.
Qual è il tema del sonetto "Shall I Compare Thee"?
Il Sonetto 18 o Shall I compare thee to a summer's day? è il diciottesimo dei Sonnets di William Shakespeare. Il tema principale trattato è l'immortalità della letteratura.