No, un locatore non può staccare le utenze (luce, gas, acqua) a un inquilino moroso, neanche se le bollette sono a proprio carico. Tale azione è considerata illegale e costituisce il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose (art. 392 Codice Penale), esponendo il proprietario a denunce penali, multe e richieste di risarcimento danni.
Anche se l'inquilino non paga le bollette o il canone mensile, il proprietario non può arbitrariamente staccare luce, gas o acqua. L'unica soluzione percorribile è quella legale. Il locatore deve avviare una procedura di sfratto per morosità e attendere che questa faccia il proprio corso.
Cosa succede se il conduttore non paga le bollette delle utenze intestate al locatore?
Se le utenze sono intestate al proprietario e l'inquilino moroso delle bollette, la responsabilità ricade interamente sul locatore. Il fornitore, infatti, non fa distinzione tra chi consuma e chi firma il contratto: per loro l'unico referente è l'intestatario.
La società che eroga la fornitura di acqua, gas o luce, infatti, non può obbligarlo a pagare le bollette dell'inquilino che non ha saldato le fatture. Il proprietario è, invece, sempre obbligato a rispondere delle bollette condominiali insolute.
Quanto tempo ci vuole per sfrattare un inquilino moroso?
Lo sfratto per morosità si verifica quando l'inquilino non paga il canone di locazione per un determinato periodo, solitamente oltre 20 giorni dalla scadenza del termine pattuito. Il mancato pagamento costituisce una violazione del contratto e autorizza il locatore a richiedere lo sfratto tramite il tribunale.