Cose da non dire MAI a un tatuatore (a meno che tu non voglia farti odiare)

Cose da non dire a un tatuatore

Ogni professione ha i suoi pro e i suoi contro, i clienti peggiori e quelli migliori. I tatuatori non fanno eccezione, anzi. Avendo a che fare il 90% del tempo con la gente ed essendo responsabili in qualche modo della loro pelle, per di più in modo permanente, spesso si trovano a dover affrontare delle situazioni al limite dello scibile umano.

Quali sono le cose più assurde che un cliente può chiedere a un tatuatore? Come farlo imbestialire in tempi record?
Ecco una lista delle cose che non dovresti MAI dire al tuo tatuatore, a meno che non voglia farti odiare ovviamente!

La macchinetta è sterilizzata? E gli aghi?

Fai questa domanda solo se ti stai facendo tatuare dall’amico ubriaco di tuo cugino nella cantina di sua nonna. Lì questa domanda ha senso, in uno studio professionale NO.

“Vedi questo dragone cinese con le ali dorate cavalcato dal Gengis Khan in armatura? Ecco, lo voglio tatuare sul dito”.

Andiamo, davvero credi che un soggetto terribilmente complicato e pieno di dettagli possa esser ridotto alla dimensione di un fagiolo? Ovviamente, non si può.

“Avete il catalogo dell’alfabeto Maori?”

Non esiste l’alfabeto Maori. Fatevene una ragione!

“Ok ora passi il rasoio, ma dopo che hai fatto il tatuaggio, poi i peli ci ricrescono sopra?”

No, resterai glabro per sempre e anzi, nella peggiore delle ipotesi i peli ricresceranno più folti, più lunghi e soprattutto COLORATI!

“Ma se vado in palestra e divento muscoloso/a, poi si deforma?”

Hai in programma di diventare come Dwayne Johnson? Se sì, forse è meglio tornare dal tatuatore a operazione compiuta.

“Ho visto un tatuaggio su internet, ma non mi ricordo qual era.”

Eh, bel dilemma. Suonerà strano, ma il tatuatore non è una creatura in grado di leggere nel pensiero né di riesumare i ricordi. Purtroppo, molti studi non sono nemmeno muniti di sfera di cristallo.

“Dammi un consiglio, che tatuaggio faresti al posto mio?”

Probabilmente se chiedete a un tatuatore una cosa del genere, vi risponderà di non tatuarvi proprio. Ma poi che domanda è?!

“Non ti sembra d’essere un po’ caro?”
Se poi volete proprio infierire, basta aggiungere: “Il mio amico che tatua a casa prende di meno.”

Come tutti gli artisti e i commercianti, anche i tatuatori hanno il sacrosanto diritto di fare un po’ i prezzi che vogliono. E l’amico che tatua a casa propria sta facendo una cosa che non dovrebbe fare.

“Ah, ma come l’appuntamento? Io voglio che mi tatui subito”.

In primis, “voglio” non si dice. E in secondo luogo, più o meno ogni studio sulla faccia della terra ha una lista d’attesa, soprattutto se si trova in una grande città. Non c’è niente da fare, i tatuaggi quelli belli richiedono un po’ d’attesa.

“Vorrei questo tatuaggio ideato da un altro tatuatore, puoi copiarlo?”

Ecco, forse questa è la cosa peggiore: chiedere a un artista di copiare il lavoro di un altro artista. Oltre ad essere eticamente sbagliato, perché i tatuaggi sarebbe meglio non copiarli, un tatuatore è un artista con una creatività e uno stile propri.

Ecco il mio decalogo delle cose più irritanti che si possono chiedere a un tatuatore. Ve ne vengono in mente altre? Avete mai fatto arrabbiare un tatuatore?

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