Come diventare tatuatori, secondo due artisti leggendari: i NeuroMaligno

Neuromaligno tatuatori e docenti Essence Academy

Era la fine degli anni ’80 circa quando Gianluca Battisti ed Enrico Calloni, all’epoca quattordicenni, hanno preso in mano l’ago e hanno cominciato a tatuare sé stessi e gli altri. I due giovani all’epoca non lo sapevano, ma un giorno sarebbero diventati i NeuroMaligno, due tatuatori che hanno fatto la storia del tatuaggio in Italia e che oggi insegnano nei corsi per tatuatori di Essence Academy.

Chi meglio di loro, che tatuano da quasi 30 anni e che hanno fatto da precursori a tanti altri, poteva raccontarmi come diventare tatuatori capaci?
Ecco a voi l’intervista che ho avuto l’onore di fare a questi due eccezionali professionisti e tutti i consigli che mi hanno dato!

Innanzitutto, da quanti anni siete tatuatori?

Bat: Abbiamo iniziato nell’88, alla tenera età di 13-14 anni.

Ed è stato quindi il primo momento in cui avete preso in mano una macchinetta e avete iniziato a tatuare?

Bat: No, all’inizio utilizzavamo l’ago arrotolato con del filo e dell’inchiostro di china.
La macchinetta è arrivata dopo quando io ed Enrico siamo andati in un parco e abbiamo visto due ragazzi che tatuavano con una macchinetta artigianale, costruita con una forchetta piegata, una penna e la batteria del walkman.
Io e lui siamo sempre stati ingegnosi, e quando abbiamo visto quella macchinetta ci è venuto il lampo di genio! All’epoca avevo 13 anni e giocavo coi lego, quindi abbiamo costruito la nostra prima macchinetta coi lego, una penna Bic e la batteria del walkman. Avevo messo addirittura il pulsante per accendere e spegnere la macchinetta, cosa che quei ragazzi al parco non avevano. E da lì abbiamo cominciato.
Pensa che questa macchinetta tra l’altro l’abbiamo ancora ed è tuttora funzionante!

Avete iniziato a tatuare sin da subito sulle persone?

Bat: All’inizio io volevo tatuare solo su di me. Ero affascinato dall’idea di aver addosso dei disegni che pur lavandoli non sarebbero mai venuti via. E’ stato Enrico a convincermi a tatuare anche su altri, il dilemma però era farlo cambiando sempre l’ago. Sin da allora la nostra paranoia era la pulizia, perché sapevamo che si sarebbero potute trasmettere malattie o infezioni.
Allora ci siamo ingegnati e abbiamo trovato il modo di modificare la macchinetta in modo tale da poter buttare via sia gli aghi che la biro.

Quando avete capito che fare tatuaggi era la vostra strada?

Bat: Fino alla fine delle superiori siamo andati avanti così, tatuando per divertimento, senza chiedere nulla in cambio. All’inizio venivano solo gli amici, poi gli amici degli amici, poi gli amici degli amici degli amici, e abbiamo pensato di farci pagare almeno il materiale.
Dal ’92-93 abbiamo cominciato a tatuare in un luogo fisso, nella tavernetta della villetta dove abitavo. E da lì è nata la NeuroMaligno vera e propria.

Da dove viene il nome NeuroMaligno?

Enrico: E’ un nome nato dai nomignoli che ci avevano dato da ragazzini. Gianluca  era “maligno” perché aveva un canino appuntito che lo faceva sembrare “maligno”; io invece ero “neuro” perché sono sempre stato un po’ “matto”. E quindi è nato il nome NeuroMaligno.

E poi cosa è successo?

Bat: Siamo andati avanti a tatuare in tavernetta per circa 10 anni. A un certo punto il telefono squillava sempre, avevamo moltissimo lavoro e alla fine degli anni ’90 abbiamo deciso di aprire uno studio ad Arcore.
All’inizio è stato molto difficile trovare qualcuno che ci desse il posto, perché c’era molta diffidenza e pregiudizio.
Ci siamo riusciti nel 2002, siamo stati i primi ad aprire in zona Arcore e dintorni.
Pensa che l’ufficio igiene all’epoca non sapeva nemmeno come regolamentare l’apertura di uno studio di tatuaggi.

Ci siamo messi noi, l’ispettore dell’ASL di igiene e un geometra e abbiamo redatto la procedura con tutto quel che facevamo in studio, dal montaggio della postazione allo smaltimento dei rifiuti. Con questo documento, siamo riusciti finalmente a farci dare il permesso e siamo stati poi il riferimento per tutti quelli che hanno aperto dopo.

Parliamo invece un momento dei corsi, dei quali siete docenti. Oltre al corso regionale (che è teorico e serve a conseguire l’abilitazione professionale), Essence Academy propone anche un corso di tatuaggio pratico. In cosa consiste esattamente?

Bat: Il corso pratico l’ho incentrato soprattutto sul montaggio e smontaggio di una postazione asettica. Gli faccio davvero “una testa tanta” sulla pulizia!  Noi stessi abbiamo notato negli anni che le infezioni si sono praticamente azzerate grazie al rispetto delle norme igieniche e alla tecnologia.
E’ fondamentale poi che gli studenti capiscano il rischio della contaminazione incrociata e che l’inchiostro che utilizzeranno sarà inchiostro contaminato di sangue, e che quindi oltre a proteggere il cliente devono anche proteggere sé stessi.
Si impara poi a montare e smontare una macchinetta nel modo giusto, ci si esercita su pelle sintetica e cosa importantissima, si impara a fare gli stencil.

Cerco anche di trasmettere agli studenti la mia energia, facendogli capire che fare tatuaggi è uno scambio. Non ci sei solo tu che tatui, ma c’è anche la persona che affida il suo corpo nelle tue mani. E’ uno scambio di energia, di storie e di vedute.
Si insegna anche a mettere a proprio agio il cliente, a capire se il cliente è davvero motivato a farsi un tatuaggio o no, a creare un rapporto umano e un clima d’armonia.

Si tatua solo su pelle sintetica o anche su pelle vera?

Bat: Ovviamente anche su pelle vera! Gli studenti possono portare delle persone, amici o parenti, e tatuare su di loro. A volte capita anche che gli studenti si tatuino tra loro o tatuino sé stessi.

La tensione nel passare da sintetica a pelle vera c’è, è chiaro, ma ci siamo noi insegnanti in caso di bisogno ad aiutare e aggiustare il tiro qualora lo studente entri uno stato di stress. L’esperienza deve essere vissuta in modo positivo, questo è importantissimo.

Se all’epoca aveste avuto la possibilità di partecipare a un corso come quello di Essence, vi avreste partecipato?

Enrico: Ma subito! All’epoca chiedevamo consiglio ad altri tatuatori, cercavamo di carpire qualcosa, ma non ci dicevano niente, nemmeno dove compravano i materiali! Allora andavamo alle convention a farci tatuare e nel mentre, si cercava di capire e imparare qualcosa.

Bat: Sarei andato eccome a un corso! Quando abbiamo iniziato noi c’era chiusura totale da parte degli altri tatuatori, non ti dicevano niente! Avere la possibilità di imparare da dei tatuatori professionisti che ti spiegano, ti danno delle dritte, ti mostrano come fare lo cose, mi avrebbe facilitato molto la vita!

Noi infatti facciamo l’opposto di quei tatuatori, diciamo tutto quel che sappiamo agli studenti e insegniamo tutto quel che possiamo!

Quali marce in più ha una persona che esce da un corso di Essence rispetto a una persona che sceglie di fare l’autodidatta?

Enrico: Di sicuro ha un imprinting più professionale e più mirato. Al tempo in cui abbiamo iniziato noi, esser tatuatori significava esaudire qualsiasi desiderio del cliente, si cercava di realizzare tatuaggi in qualunque stile. Adesso è diverso perché ci sono più artisti e si sono creati anche dei nuovi filoni stilistici. In riferimento ad alcuni stili, si è anche creato un certo modo di essere tatuatori.

Bat: Sì, diciamo che i tatuatori della nostra generazione hanno dovuto imparare a tatuare di tutto. Oggi il mercato è talmente saturo, che ci sono tatuatori specializzati su uno stile specifico. Il corso permette anche di mettersi alla prova, capire cosa piace tatuare e cosa no.

E dopo il corso cosa succede?

Bat: Il corso teorico (igiene, sicurezza, normative) permette di conseguire l’attestato regionale, che è l’abilitazione professionale. Il corso pratico ti  spiega tutto su come tatuare (tecniche, stili, strumenti). Quindi può aprire una partita IVA e affittare una poltrona in uno studio, iniziare a portare dei clienti e tatuarli. Ci vuole senz’altro molto impegno e bisogna fare gavetta, perché la concorrenza è tanta.

Parliamo invece un momento di piercing. Tu Enrico sei appassionato di piercing, direi anzi che sei un punto di riferimento sullo scenario italiano in materia di piercing e modificazioni. Quando è iniziata questa tua passione?

Enrico: Negli anni ’80-90 il piercing era visto un po’ come un simbolo di trasgressione e ribellione. Io ero un po’ “punky” e i piercing erano una cosa che mi attraeva molto. Mi sono informato e ho fatto il mio primo ordine (di piercing) dall’Inghilterra, che ricordo è arrivato dopo un mese e mezzo, ero felicissimo. Poi ho trovato altri colleghi e collaboratori con la stessa passione e sono arrivato a scoprire anche la body-modification.

In cosa consiste il corso per la realizzazione di Piercing?

Enrico: Attualmente il Corso di Piercing è incluso nel Corso Regionale per Tatuatori di Essence Academy, per un totale di 8 ore.
La percentuale di persone interessate alla realizzazione di piercing è inferiore a quella delle persone che vogliono tatuare, quindi vi vengono dedicate meno ore.
Durante il Corso di Piercing faccio una panoramica generale sull’antropologia, la storia del piercing, le procedure, le tecniche.
A Giugno ci sarà il primo Corso Pratico per piercing, che sarà completamente diverso da quello del tattoo e sarà molto utile a quelle persone che vogliono essere solo piercer e non tatuatori.

In sintesi, voler essere autodidatta non è sbagliato, ma chi vuole entrare dalla porta principale di questo fantastico mondo.  scoprirà che è tutto molto più semplice se si ha la possibilità di imparare da due professionisti esperti come i NeuroMaligno!
Seguendo il corso per tatuatori infatti potrai apprendere non solo le nozioni tecniche per poter tatuare bene e in sicurezza, ma potrai anche assorbire l’energia positiva, l’esperienza e la passione che questi artisti hanno per l’arte del tatuaggio!

Per scoprire di più sui corsi per tatuatori e piercer di Essence Academy, visita il sito ufficiale.

Share: