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Cosa vi viene in mente con la parole “blackout”? Probabilmente il buio causato appunto da una temporanea interruzione della corrente elettrica. I tatuaggi blackout giocano proprio sul concetto di buio e ultimamente stanno acquisendo una crescente popolarità, nonostante si tratti di un tatuaggio piuttosto impegnativo perché coinvolge porzioni abbondanti del corpo. Ma è davvero così?
Innanzitutto, iniziamo col definire meglio cosa sono i tatuaggi blackout: i tatuaggi blackout sono tatuaggi realizzati con inchiostro nero, nei quali il disegno è ottenuto non delineandone i contorni, come si fa di consueto, ma riempiendo completamente di inchiostro gli “spazi negativi” che lo avvolgono. L’esempio qui a lato mostra chiaramente cosa si intende per “spazio negativo”: la sedia e la tazza sono visibili solo grazie al fatto che lo spazio che li circonda è colorato.
Un tatuaggio blackout quindi ricopre completamente di nero (o di un altro colore pieno) un’area del corpo, lasciando dei precisi spazi di pelle vuoti che andranno a formare un soggetto, come dei fiori, dei tribali, dei mandala e così via.
Stando così le cose, verrebbe da pensare che non sia possibile realizzare un tatuaggio blackout di piccole dimensioni, ma in realtà non è così! Molti scelgono questo stile per realizzare complessi ed estesi tatuaggi su ampie parti del corpo, ma nulla vieta di circoscrivere il tatuaggio a un’area più piccola e circoscritta.
L’importante è che ci sia una base di colore pieno, come il nero, e un soggetto che vi prende forma all’interno!