Domanda di: Ing. Audenico Fontana | Ultimo aggiornamento: 9 aprile 2026 Valutazione: 4.7/5
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La definizione di "giovane" varia dai 24-25 anni secondo standard internazionali (ONU/Eurostat) fino ai 35-40 anni nel contesto sociale e culturale italiano, dove la fase di "giovane adulto" si è estesa. Sebbene la demografia ponga il limite a 64 anni, psicologicamente e socialmente la giovinezza si percepisce spesso fino a circa 40 anni.
Intorno ai 44 anni, le molecole più coinvolte sono quelle legate al metabolismo dell'alcol, della caffeina e dei grassi e quelle associate a disturbi cardiovascolari. Uno studio recente della Stanford University ha rivelato che la giovinezza, dal punto di vista proteico, finisce intorno ai 34 anni.
Perché se anche una persona anziana sa esercitare fisiologicamente gli stessi sforzi di un 55enne del 1980, il contesto (paese, comunità, ecc) in cui vive e la sua storia personale possono accorciare o allungare l'età in cui si diventa “anziani”.
L'OMS l'organizzazione mondiale della sanità, ha fissato la soglia di invecchiamento a 55 anni, anche se di solito ci si comincia a sentire vecchi, quando si perdono i ruoli precedentemente occupati o quando si perde la capacità di contribuire attivamente nella società.