A cosa non ho diritto se mi licenzio?

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Se ti licenzi volontariamente (dimissioni ordinarie), perdi principalmente il diritto all'indennità di disoccupazione NASpI e all'indennità di mancato preavviso. Non hai diritto ad alcun sussidio statale poiché la cessazione del rapporto è volontaria e non causata dal datore di lavoro. Hai comunque diritto a ferie non godute, permessi, TFR e ratei tredicesima/quattordicesima.

Quando mi licenzio, cosa mi spetta?

Quando ti licenzi (o vieni licenziato), ti spettano sempre le competenze di fine rapporto come TFR, tredicesima/quattordicesima maturate, ferie e permessi non goduti, oltre all'ultima busta paga; se sei stato licenziato involontariamente (non per dimissioni volontarie), hai diritto anche all'indennità di disoccupazione NASpI, che invece non spetta se ti dimetti volontariamente, a meno che tu non lo faccia per giusta causa o in casi specifici.

Cosa non mi spetta se do le dimissioni?

Dimissioni volontarie e indennità di disoccupazione naspi Il lavoratore dimissionario tendenzialmente non ha diritto all'indennità di disoccupazione NASPI in quanto questi tipi di prestazioni Inps hanno come presupposto la perdita volontaria del proprio rapporto di lavoro.

Cosa perdo se mi licenzio io?

Se ti licenzi volontariamente, perdi principalmente il diritto all'indennità di disoccupazione (NASpI), ma mantieni il diritto al TFR (Trattamento di Fine Rapporto), alle ferie non godute, a tredicesima/quattordicesima maturate, e ricevi l'ultima retribuzione; attenzione a non dare preavviso, altrimenti dovrai pagare un'indennità sostitutiva al datore di lavoro, a meno che non si tratti di dimissioni per giusta causa, che ti danno diritto sia alla NASpI che all'esonero dal preavviso.

Chi si dimette volontariamente ha diritto alla disoccupazione?

Quando si ha diritto alla NASpI dopo le dimissioni

Il sussidio di disoccupazione spetta quando le dimissioni sono presentate per giusta causa, ad esempio in caso di mancato pagamento della retribuzione, molestie, mobbing, demansionamenti significativi o modifiche peggiorative sostanziali delle condizioni di lavoro.

DISOCCUPAZIONE se mi LICENZIO per motivi familiari | Avv. Angelo Greco

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Come faccio ad avere la disoccupazione se mi licenzio?

L'unico modo per licenziarsi e avere accesso alla disoccupazione è dimettersi per giusta causa.

Il TFR mi spetta anche se mi licenzio?

Il TFR spetta a qualsiasi lavoratore dipendente a prescindere da come si è concluso il rapporto di lavoro: dimissioni, licenziamento, risoluzione consensuale o pensionamento.

Come posso dimettermi e prendere la NASpI?

Una volta presentate le dimissioni online, è possibile richiedere la NASpI, specificando nuovamente che si tratta di dimissioni per giusta causa e non di licenziamento. Anche in questo caso, la legge non prevede che si specifichino le ragioni per cui hai deciso di lasciare il posto di lavoro.

Cosa succede se il datore di lavoro rifiuta le dimissioni?

In caso di diniego anche da parte del giudice, le dimissioni del dipendente saranno sempre alide ma verrà detratta l'indennità prevista per il periodo di preavviso perché di fatto è come se il dipendente non avesse rispettato questo termine.

Come si danno le dimissioni nel 2025?

Nel 2025, le dimissioni volontarie in Italia sono soggette a nuove regole per l'accesso alla NASpI: chi si dimette da un contratto a tempo indeterminato può ottenere l'indennità solo se, dopo le dimissioni, lavora per almeno 13 settimane in un nuovo rapporto di lavoro e viene licenziato involontariamente. Questa regola si applica se le dimissioni sono avvenute nei 12 mesi precedenti. Le eccezioni includono dimissioni per giusta causa, in maternità/paternità protetta e risoluzioni consensuali specifiche, che mantengono l'accesso diretto alla NASpI.
 

Differenza tra licenziarsi e dimettersi?

Il licenziamento è un atto di interruzione del rapporto di lavoro da parte del datore di lavoro, motivato da ragioni attinenti al datore stesso o a motivi disciplinari. D'altra parte, le dimissioni sono un atto di interruzione del rapporto di lavoro da parte del lavoratore, che decide di porre fine al rapporto.

Cosa spetta a chi si dimette volontariamente?

Quando ti licenzi (o vieni licenziato), ti spettano sempre le competenze di fine rapporto come TFR, tredicesima/quattordicesima maturate, ferie e permessi non goduti, oltre all'ultima busta paga; se sei stato licenziato involontariamente (non per dimissioni volontarie), hai diritto anche all'indennità di disoccupazione NASpI, che invece non spetta se ti dimetti volontariamente, a meno che tu non lo faccia per giusta causa o in casi specifici.

Cosa mi spetta se mi licenzio io?

Quando ti licenzi (o vieni licenziato), ti spettano sempre le competenze di fine rapporto come TFR, tredicesima/quattordicesima maturate, ferie e permessi non goduti, oltre all'ultima busta paga; se sei stato licenziato involontariamente (non per dimissioni volontarie), hai diritto anche all'indennità di disoccupazione NASpI, che invece non spetta se ti dimetti volontariamente, a meno che tu non lo faccia per giusta causa o in casi specifici.

Quando ti dimetti hai diritto alla liquidazione?

Sì, se mi dimetto ho diritto al TFR

In ogni caso, hai diritto al pagamento del trattamento di fine rapporto (TFR) anche se ti dimetti. Tuttavia, è importante rispettare il periodo di preavviso. Se non lo rispetti, il datore di lavoro può trattenere l'indennità di mancato preavviso dalle somme che ti spettano come TFR.

Come lasciare il lavoro e prendere la disoccupazione?

Per licenziarsi e ottenere la disoccupazione (NASpI), devi presentare dimissioni per giusta causa, cioè dovute a comportamenti gravi del datore (mobbing, mancato stipendio, molestie), comunicandole telematicamente entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro tramite il portale INPS o un patronato, specificando i motivi per cui il rapporto è divenuto insostenibile. È cruciale poter dimostrare la giusta causa per evitare il rigetto della domanda.

Quali sono le buone cause per licenziarsi?

Tra gli esempi di licenziamento per giusta causa troviamo:

  • l'insubordinazione verso i superiori;
  • il furto di beni aziendali;
  • minacce e violenze nei confronti del datore di lavoro o dei colleghi;
  • il danneggiamento di beni aziendali;
  • falsa malattia o infortunio;
  • l'uso fraudolento dei permessi della Legge 104;

Quando il posto di lavoro diventa insopportabile?

Una molestia sul lavoro si verifica quando si manifestano comportamenti indesiderati, fisici, verbali o non verbali, a carattere sessuale o meno, che violano la dignità di una persona e creano un ambiente lavorativo intimidatorio, ostile, degradante, umiliante o offensivo. Non si tratta di episodi isolati, ma di condotte ripetute e prolungate che ledono il benessere psicofisico, la motivazione e la sicurezza del lavoratore, influenzandone negativamente la performance e l'equilibrio.
 

L'azienda può rifiutare le dimissioni volontarie?

L'Amministrazione può rifiutare le dimissioni solo se: non è decorso il giusto tempo di preavviso. c'è un procedimento disciplinare a carico del dipendente pubblico, avviato prima delle sue dimissioni.

Chi si licenzia ha diritto alla NASpI?

Oltre alle dimissioni per giusta causa, possono ottenere la NASpI anche i lavoratori i che vengono licenziati per motivi disciplinari, ovvero rientranti nella fattispecie del licenziamento per giustificato motivo soggettivo o per giusta causa.

Come dire al capo che ti licenzi?

Per comunicare le dimissioni in Italia devi obbligatoriamente seguire la procedura telematica tramite il sito del Ministero del Lavoro (cliclavoro.gov.it) o INPS, usando SPID/CIE/CNS, indicando i dati del contratto e la data di fine rapporto, tenendo conto del preavviso del CCNL; puoi anche pre-avvisare il datore di lavoro verbalmente o via email/PEC, ma l'invio telematico è l'atto ufficiale che fa decorrere la procedura.