Domanda di: Patrizio Guerra | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.2/5
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Le fastidiose scariche elettrostatiche che talvolta ci colpiscono spesso quando c'è vento o la temperatura è particolarmente rigida e il clima secco sono dovute alla differenza di potenziale indotta tra accumulo di cariche positive e negative su due corpi o due oggetti diversi.
Esse possono essere generate da un evento esterno, come un infortunio oppure uno sforzo eccessivo oppure da patologie come ernia del disco, protrusioni, discopatia degenerativa lombo-sacrale, artrosi o stenosi vertebrale. Altre cause/fattori di rischio sono: Postura errata. Stile di vita sedentario.
Di conseguenza, chi prende la scossa deve andare all'ospedale o farsi visitare da un medico anche se apparentemente sta bene. Se la persona comincia ad accusare vari disturbi come tachicardia, aritmia, insufficienza respiratoria o crampi al petto, bisogna allertare immediatamente i soccorsi.
«Lungo questo tragitto incontra cuore, polmoni, muscoli e sistema nervoso, facendo danni: alterazioni nel battito cardiaco, contrazioni muscolari dolorose, difficoltà respiratorie, intorpidimento di mani e piedi, irrequietezza e irritabilità, problemi di vista». In pochi attimi rischi davvero tanto.
Ti è mai capitato di toccare un'altra persona e prendere la scossa? Questo capita proprio perché si indossano spesso capi in fibre sintetiche, cioè materiali isolanti, che sono stati soggetti a strofinio e hanno accumulato elettricità statica.