Domanda di: Ivonne Villa | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.2/5
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Il GPL ha questo nome perché i componenti a temperatura ambiente e a pressione atmosferica sono allo stato gassoso: vengono liquefatti mediante compressione a pressioni relativamente modeste, comprese tra 2 e 8 bar, per ridurre l'ingombro e rendere più economico il trasporto.
Per liquefare il GPL lo si sottopone a una pressione compresa tra 2 e 8 bar, quindi abbastanza modesta. Così facendo la densità del gas si moltiplica circa 250 volte, mentre il volume si riduce in maniera proporzionale.
In condizioni normali di temperatura e pressione, il GPL si trova allo stato gassoso. Pertanto, per utilizzarlo come fonte di energia è necessario mantenerlo allo stato liquido. Per questa ragione, la pressione esercitata all'interno del serbatoio oscilla tra i 2 e gli 8 bar.
Il GPL si può ottenere in due modi: dall'estrazione di gas naturale e durante la raffinazione del petrolio. Si tratta quindi di un sottoprodotto del petrolio, che fino agli anni '60 veniva in buona parte distrutto durante il processo di estrazione del greggio.
La sua temperatura critica, al disopra della quale il metano non può essere liquefatto, è di –82 ºC e la pressione richiesta per liquefarlo a tale temperatura è di 45,8 atm.