I caccia militari moderni operano tipicamente tra +9G e -3G, con i piloti che subiscono forti accelerazioni (G positivi) che riducono l'afflusso di sangue al cervello, rischiando il G-LOC (perdita di coscienza). Per contrastare questi effetti, i piloti utilizzano tute anti-G, manovre di respirazione come la "Hook" e un intenso allenamento fisico per resistere a picchi elevati per diversi secondi.
Questo valore è il risultato di studi militari con paracadutisti: il corpo umano di uno sportivo potrebbe sopportare una decelerazione massima di circa 15 G, cioè 12 kN per una massa di 80 kg.
Velocità macroscopiche fino a Mach 10 sono state raggiunte da apparecchi sperimentali o dai lanciatori spaziali e dalle navette spaziali. A partire dalla seconda metà degli anni 2000 sono stati sviluppati sistemi d'arma la cui caratteristica fondamentale è proprio quella di volare a velocità ipersoniche.
La loro velocità massima è compresa tra Mach 2 e Mach 2.5. In questi aerei il concetto dominante è la capacità "multiruolo", ovvero la capacità di compiere ogni sorta di missione, ripercorrendo la strada segnata 20 anni prima dall'F-4, ma questa volta potendo contare sulle tecnologie necessarie.