Che cosa erano i graffiti?

Domanda di: Sig. Ippolito Montanari  |  Ultimo aggiornamento: 20 marzo 2023
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Un graffito è un disegno o un'iscrizione grafica, prevalentemente eseguita attraverso incisione su pietra, metallo, intonaco; generalmente in superfici durevoli. Fin dall'antichità si usavano strumenti, anche rudimentali, quali scalpelli, chiodi, punteruoli, stiletti o altri utensili simili.

Cosa erano i graffiti?

Il termine “graffito” deriva dal verbo graffiare, ma ha anche una stretta relazione con la pratica dell'incisione. In generale si tratta, infatti, di un disegno o iscrizione inciso su una superficie (di pietra, metallo, ceramica, intonaco, ecc.) per mezzo di una punta acuminata o di altri strumenti.

Chi sono i graffitari?

Graffiti – si chiama anche writing, e writer sono i graffitari. I graffiti nascono a New York, negli anni Settanta: un'espressione della cultura hip-hop. Le scritte sono elaborate, rispondono a precisi codici stilistici e sono diverse dalle tag quanto può esserlo un taglio di Fontana da uno sbrego nei pantaloni.

Come si facevano i graffiti?

I graffiti, chiamati anche incisioni rupestri, venivano realizzati incidendo la roccia mediante selci (rocce sedimentarie di particolare durezza) o altre pietre dalla punta acuminata o, più tardi, con punteruoli metallici.

Cosa esprimono i graffiti?

I graffitari, riuniti in bande, sporcavano la città per protestare contro la società che li emarginava. Negli anni ottanta alcuni galleristi decisero di aprire le porte del mercato dell'arte al graffitismo e fecero riprodurre i graffiti, le scritte, le figure su tela.

GRAFFITI: cosa rischia chi scrive sui muri? | avv. Angelo Greco