Domanda di: Dr. Priamo Vitali | Ultimo aggiornamento: 1 giugno 2026 Valutazione: 4.2/5
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Nell'antico Egitto, il serpente era un simbolo ambivalente, rappresentando sia una potente forza protettiva e di regalità (attraverso l'ureo, il cobra eretto sulla fronte del faraone, simbolo della dea Uadjet), sia il caos distruttivo e il male (incarnato dal serpente Apep/Apophis, nemico del dio sole Ra). Incarnava anche la rinascita, la guarigione e la ciclicità del tempo.
In Egitto e in Grecia il serpente era associato al tempo e incarnava la vita e la salute. Si pensi anche al simbolismo dell'uroboro che rappresenta la ciclicità del tempo. Il caduceo, o bastone di Mercurio, che con i due serpenti avvolti simboleggiava l'opera di riunificazione alchemica di due polarità contrapposte.
L'ureo era, per gli antichi Egizi, un antichissimo simbolo della regalità. Come tale, l'immagine del cobra eretto pronto ad attaccare era portata sulla fronte dal faraone, poiché si credeva che avrebbe protetto il sovrano dai nemici con la sua potenza.
L'ureo era la rappresentazione del serpente cobra, sacro alla dea Uadjet, venerata nel 19º distretto del Basso Egitto, una delle due divinità protettrici del sovrano (Le due signore).
Il cobra egiziano (Naja haje, Linnaeus, 1758), noto anche come urèo (in latino ouraeus o uraeus, derivato dalla parola greca antica οὐραῖος), è un serpente appartenente alla famiglia degli Elapidi.