Domanda di: Sig. Anselmo Costa | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.9/5
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b. Di parole (chiamate anche omofoni s. m.) che, pur avendo significato ed etimo diversi, sono uguali come suono (omonime, quindi, in senso stretto), abbiano o no grafia diversa: per es., le parole ital. fiera «belva» e fiera «mercato» ‹fi̯èra›, le parole fr.
Si dice che due parole sono OMOGRAFE quando si scrivono nello stesso identico modo, anche se hanno significati differenti. Due parole sono invece OMOFONE quando si pronunciano nello stesso modo.
Sono dunque omonimi quei termini, distinguibili l'uno dall'altro, che sono scritti allo stesso modo (per cui si dicono omografi) e si pronunciano allo stesso modo (per cui si dicono omofoni). Ad esempio, in italiano le parole vite (plurale di vita), vite (pianta) e vite (organo filettato) sono omonime.
omonimo In linguistica, con riferimento al sistema lessicale di una lingua determinata, sono dette omonimo parole di etimo e significato diversi, che hanno il medesimo suono (omofone) o la medesima grafia (omografe): per es., le parole italiane miglio «misura» e miglio «graminacea», omofone e omografe.
Suoni omofoni: DO# e REb, RE# e MIb, FA# e SOLb, SOL# e LAb, LA# e SIb. I suoni omofoni si rifanno a quelle note che hanno un nome diverso, ma il suono è lo stesso.