Che veniate o che veniate?

Domanda di: Rosita Bianchi  |  Ultimo aggiornamento: 9 febbraio 2026
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"Che veniate" è la forma corretta del congiuntivo presente, seconda persona plurale (voi), del verbo "venire" Virgilio Sapere, Wikizionario. Si usa per esprimere dubbio, desiderio, incertezza o soggettività, come in "suppongo che voi non veniate" Corriere della Sera. La ripetizione "che veniate o che veniate" sembra essere una formula tautologica o un errore di ripetizione.

Che venissi o che venivi?

L'errore non ha età. Non c'è errore, però, in questa frase, in cui la consecuzione di modi e tempi verbali è correttissima. Quel “venissi” può essere la prima o la seconda persona singolare del congiuntivo imperfetto del verbo venire.

Che venisse o che venga?

A immaginerei che venga, quindi, corrisponde vorrei che venisse. La variante vorrei che venga in astratto è corretta, ma è di fatto giudicata decisamente trascurata. Coerentemente, per l'anteriorità alla costruzione immaginerei che lui venisse / sia venuto / fosse venuto corrisponde il solo vorrei che lui fosse venuto.

Come non sbagliare mai i congiuntivi?

Per non sbagliare il congiuntivo, ricorda di usarlo con verbi di dubbio, desiderio, speranza, opinione e necessità (es. credo che, spero che), nelle frasi ipotetiche con "se" (soprattutto se l'azione è irreale o incerta, come in "se fossi ricco"), con il Lei di cortesia (Mi faccia vedere), con espressioni impersonali (è bene che, è necessario che) e con pronomi indefiniti (chiunque); il trucco è sostituire con l'infinito se il soggetto è lo stesso e verificare il senso di incertezza o soggettività prima di ogni "che" o "se".
 

Che vengano o che vengono?

La forma corretta è vengano.

Chi siete? ... Cosa portate? ... Sì, ma quanti siete? ... Un fiorino!