Le preposizioni improprie sono parole (avverbi, aggettivi, participi verbali) che possono essere utilizzate come preposizioni, stabilendo così un legame tra due parti della frase sono preposizioni, altrimenti sono avverbi, aggettivi o verbi.
Riepiloghiamo quali parti del discorso possono essere usate come preposizioni improprie. Parole come circa, contro, dietro, dopo, fuori, oltre, presso, sotto, sopra. Se non introducono un nome o un pronome, sono avverbi (Sono andato fuori; Il libro è lì sopra).
Le preposizioni si suddividono comunemente in preposizioni proprie (quali a, da, in, con), preposizioni improprie (quali davanti, vicino, dopo, mediante) e locuzioni preposizionali (quali in fondo a, per via di, a causa di; ➔ preposizionali, locuzioni; ➔ locuzioni).
Come si fa a riconoscere una preposizione impropria?
Alcuni avverbi potrebbero essere confusi con le preposizioni improprie. Per evitare tale confusione e per distinguere gli uni dalle altre basta ricordare che l'avverbio non è mai seguito da una preposizione, mentre le preposizioni improprie sono sempre seguite da un nome, un aggettivo, ecc.
Quando uniscono due parole all'interno di una medesima proposizione, le preposizioni servono a introdurre i complementi (tranne il complemento oggetto e, talora, alcuni altri): Esempio: Abbiamo pensato a lungo alle tue parole. Sono andato a lavoro.