Che cos'è la discriminazione lavorativa?

Domanda di: Ubaldo Vitali  |  Ultimo aggiornamento: 18 giugno 2026
Valutazione: 4.4/5 (57 voti)

La discriminazione lavorativa è un trattamento ingiusto o sfavorevole riservato a un candidato o dipendente basato su caratteristiche personali (genere, età, razza, religione, disabilità, orientamento sessuale) e non sulle competenze. Vieta ogni disparità in assunzioni, retribuzioni, promozioni o licenziamenti.

Che cos'è la discriminazione sul lavoro?

La discriminazione sul luogo di lavoro si verifica quando un individuo o un gruppo riceve un trattamento sfavorevole per motivi come razza, religione, etnia, genere, orientamento sessuale o altre caratteristiche protette dalla legge, inclusi licenziamenti o mancati avanzamenti.

Quali sono alcuni esempi di discriminazione?

Alcuni esempi di discriminazione possono essere il razzismo, il sessismo, l'antisemitismo, l'omofobia ,la transfobia la grassofobia e l'abilismo.

Cosa sono i comportamenti discriminatori nell'ambito lavorativo?

Sono comportamenti indesiderati, posti in essere per ragioni connesse al sesso, aventi lo scopo o l'effetto di violare la dignità di una lavoratrice o di un lavoratore e di creare un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante o offensivo.

Quali sono i tipi di discriminazione?

La legge vieta espressamente la discriminazione, diretta o indiretta, basata su:

  • genere.
  • razza o l'origine etnica.
  • religione.
  • le convinzioni personali.
  • le disabilità
  • l'età
  • l'orientamento sessuale.
  • adesione ad associazioni sindacali,

Discriminazione sul lavoro