Domanda di: Dr. Maristella Ricci | Ultimo aggiornamento: 21 novembre 2023 Valutazione: 4.2/5
(18 voti)
Linguistica. Figura retorica, detta anche antifrasi, che consiste nell'esprimere il contrario di ciò che in realtà si vuole significare; suo scopo è evidenziare l'insostenibilità di ciò che si simula di sostenere o la validità di ciò che si finge di disapprovare.
2. Nell'uso com., la dissimulazione del proprio pensiero (e la corrispondente figura retorica) con parole che significano il contrario di ciò che si vuol dire, con tono tuttavia che lascia intendere il vero sentimento: fare dell'i.; parlare con i.; cogliere l'i.
L'ironia ha un effetto benefico, quasi rilassante, dissipa le tensioni, stimola pensieri nuovi e anche se volta ad esprimere un disappunto, essa viene espressa all'altro con un animo benevolo, quindi non ferisce.
In pratica l'ironia non è altro che l'affermazione di un qualcosa che però sta a significare il suo contrario, mentre il sarcasmo sta ad indicare un'affermazione beffarda volontaria. Il sarcasmo consiste nel fingere di prendere in seria considerazione un'affermazione ritenuta sbagliata, per sottolinearne l'assurdità.
Storicamente, il personaggio più noto legato al concetto di ironia è Socrate: a partire dalla sua affermazione “so di non sapere” basava la propria indagine filosofica e interpellava i vari esponenti dell'Atene del V secolo a.C. per impartire i suoi saggi insegnamenti ai discepoli.