La rendita catastale è il reddito imponibile attribuito dall'Agenzia delle Entrate a ogni bene immobile (fabbricato o terreno) in grado di produrre ricchezza, utilizzato come base per calcolare imposte come IMU, imposta di registro, ipotecaria e catastale. Si calcola moltiplicando la consistenza catastale (vani, metri quadri o metri cubi) per la tariffa d'estimo unitaria, specifica per zona e categoria, reperibile tramite visura catastale.
Come si calcola la rendita catastale di un immobile?
La rendita catastale si calcola moltiplicando la consistenza dell'immobile (espressa in vani, metri quadrati o metri cubi) per la tariffa d'estimo stabilita dal Catasto per la categoria e zona censuaria dell'immobile.
Come faccio a sapere la rendita catastale di un immobile?
La rendita catastale di un immobile è consultabile con l'aiuto di un professionista abilitato oppure fisicamente presso l'Agenzia delle Entrate che offre anche un servizio telematico. Il calcolo della rendita catastale si basa sulla divisione delle unità immobiliari urbane in categorie e classi catastali.
Questa infatti rappresenta il valore fiscale che viene attribuito al fabbricato e rappresenta la base: per il valore del fabbricato ai fini tributari, come l'imposizione IMU e le imposte sulle successioni. per la determinazione del valore erariale, come la sua redditività.
Qual è la rendita catastale di un appartamento di 100 mq?
Facciamo ora un esempio e calcoliamo il valore catastale di un appartamento di 100 mq di categoria A/2 situato in un piccolo comune. La superficie catastale è di 100 mq, la tariffa d'estimo corrisponde a 500 €/mq poiché parliamo di una censuaria media. La rendita catastale è 50.000 € (100 x 500).