Domanda di: Sig. Alighieri Rizzo | Ultimo aggiornamento: 18 aprile 2026 Valutazione: 4.4/5
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L'esodo istriano (o giuliano-dalmata) è l'emigrazione forzata di circa 250.000-300.000 persone di etnia e lingua italiana dall'Istria, Fiume e Dalmazia tra il 1943 e il 1956. A seguito della Seconda Guerra Mondiale e dell'annessione di questi territori alla Jugoslavia di Tito, gli italiani fuggirono per sfuggire a persecuzioni, massacri delle foibe e per la perdita della cittadinanza italiana.
L'Unione degli Istriani muove i suoi primi passi sul finire del 1954, successivamente al passaggio della Zona B (Capodistria e Buie) del mai costituito Territorio Libero di Trieste all'amministrazione jugoslava.
Per esodo giuliano-dalmata s'intende l'abbandono forzato, da parte della quasi totalità del gruppo nazionale italiano, del suo territorio d'insediamento storico in Istria, a Fiume ed a Zara, passate dopo la seconda guerra mondiale dalla sovranità italiana a quella jugoslava.
Enrico Miletto ed alcuni storici italiani (come Flaminio Rocchi ed Ermanno Mattioli) quantificano gli esuli in circa 350.000 persone. Giampaolo Valdevit, storico italiano, scrive: l'esodo degli italiani dall'Istria - nell'arco di un decennio farà allontanare circa 250 mila persone.
L'11 ottobre di trentotto anni fa entrava in vigore il Trattato di Osimo. L'accordo, firmato il 10 novembre 1975 nella città marchigiana tra il governo italiano e quello jugoslavo, rendeva definitivo il confine orientale del nostro paese con la Jugoslavia entrando in vigore nel 1977.