La differenza principale risiede nel coinvolgimento dei familiari: la ditta individuale è gestita da un unico titolare, mentre l'impresa familiare è una ditta individuale dove collaborano continuativamente coniuge, parenti entro il 3° grado o affini entro il 2° grado. L'impresa familiare permette di suddividere gli utili (fino al 49%) tra i collaboratori, offrendo vantaggi fiscali rispetto alla ditta individuale classica dove tutto il reddito è in capo al titolare.
Qual è la differenza tra una ditta individuale e un'impresa familiare?
Qual è la differenza tra ditta individuale e impresa familiare? La ditta individuale può avere dipendenti e collaboratori esterni. L'impresa familiare, invece, ha come collaboratori solo soggetti appartenenti alla famiglia.
Quando conviene fare un'impresa familiare? Aprire un'impresa familiare conviene quando si desidera coinvolgere figli, cognati, mogli o altri familiari fino al terzo grado in un'attività come un negozio, un ristorante o una piccola attività artigianale.
Come passare da ditta individuale a impresa familiare?
Se sei il titolare di una ditta individuale, trasformare quest'ultima in un'impresa familiare è un processo molto semplice. Quello che devi fare, infatti, è semplicemente una redistribuzione degli utili tra i collaboratori familiari perché, per il resto, tutto rimarrà come prima.
La norma definisce impresa familiare quell'impresa in cui collaborano i familiari. Per tali devono intendersi, secondo quanto disposto dalla norma stessa, “il coniuge, i parenti entro il terzo grado, gli affini entro il secondo”.