Zeno Cosini, protagonista de La coscienza di Zeno di Italo Svevo, soffre principalmente di inettitudine e di una nevrosi cronica, caratterizzata da un profondo senso di inadeguatezza, incertezza e difficoltà a prendere decisioni. Non è una malattia fisica, ma un "male di vivere" che lo rende incapace di agire efficacemente nella realtà, portandolo a continui autoinganni, alibi e ad un comportamento ossessivo, emblematicamente rappresentato dal suo vizio del fumo.
La "malattia di Zeno" si riferisce all'inettitudine, una condizione di paralisi della volontà e nevrosi che affligge il protagonista de La coscienza di Zeno di Italo Svevo, manifestata nel suo incapacità di smettere di fumare e di realizzare i propri propositi, ma che si rivela paradossalmente una forma di "grande salute" per la sua capacità di mettere in discussione la vita e di essere sempre in divenire, a differenza dei "sani" conformisti.
Nel romanzo di Svevo La Coscienza di Zeno, il protagonista, Zeno Cosini, su invito dello psicanalista a cui si è rivolto per smettere di fumare, mette per iscritto le fasi salienti della propria vita.
All'età di vent'anni Zeno si accorge di odiare il fumo e si ammala, ma nonostante la malattia decide di fumare sempre un'ultima sigaretta. Egli è consapevole e cosciente dei danni alla propria salute ed è proprio da qui che si evidenzia per la prima volta il vero disturbo del protagonista.
Zeno, per parte sua, è vecchio e malato, prova antipatia per il suo medico, non ha piena fiducia in lui (acquista e legge per proprio conto un trattato di psico- analisi), non crede nella cura psicanalitica (ad un certo punto se ne sottrae).