Che dovesse o che dovrebbe?

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Entrambe le forme, "che dovesse" (congiuntivo imperfetto) e "che dovrebbe" (condizionale presente), sono corrette, ma "dovesse" è generalmente più comune e diffusa. La scelta dipende dal contesto, dalla sfumatura di incertezza, possibilità o condizione che si vuole esprimere.

Come si dice dovesse o dovrebbe?

Sì, entrambi vanno bene.

Come si dice se dovrei o se dovessi?

Per la contemporaneità, possiamo usare l'imperfetto (del congiuntivo o dell'indicativo): Mi domandai se dovessi / dovevo unirmi a loro.

Qual è il verbo più difficile da coniugare in italiano?

Nella lista dei verbi difficili da coniugare non poteva mancare nuocere, caratterizzato dalla presenza di due forme possibili per alcune persone del presente indicativo (io nuoccio o noccio, noi nuociamo o nociamo, voi nocete o nuocete, essi nocciono o nuocciono).

Come non sbagliare mai i congiuntivi?

Per non sbagliare il congiuntivo, ricorda di usarlo con verbi di dubbio, desiderio, speranza, opinione e necessità (es. credo che, spero che), nelle frasi ipotetiche con "se" (soprattutto se l'azione è irreale o incerta, come in "se fossi ricco"), con il Lei di cortesia (Mi faccia vedere), con espressioni impersonali (è bene che, è necessario che) e con pronomi indefiniti (chiunque); il trucco è sostituire con l'infinito se il soggetto è lo stesso e verificare il senso di incertezza o soggettività prima di ogni "che" o "se".
 

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Che avesse o che aveva?

Era sicuro che avesse fatto in tempo a prendere il treno. Era sicuro che aveva fatto in tempo a prendere il treno. Se questi stessi nomi e aggettivi si trovano in frasi negative (e quindi esprimono non certezza ma, al contrario, dubbio e incertezza), allora richiedono che + il congiuntivo.

Dovrebbe significato?

È una parola molto forte in filosofia. "Dovresti" è un'affermazione forte che implica un tipo di necessità per una conseguenza. "Dovrebbe" è più un suggerimento per eseguire un'azione per un determinato obiettivo.

Come capire se è congiuntivo o condizionale?

Il congiuntivo dopo il se indica un'azione che nella realtà non si è verificata e che molto difficilmente si verificherà (“se gli asini volassero” ne è un buon esempio). Il condizionale invece esprime il fatto che una certa azione si verificherà se prima ne accadrà un'altra.

Quando non si usa il congiuntivo?

Non si usa il congiuntivo quando il soggetto della principale e della subordinata è lo stesso (si usa l'infinito), con verbi di certezza (sapere, essere sicuro che), con espressioni di realtà (secondo me, probabilmente, poiché, siccome, dopo che), e con verbi dichiarativi o di percezione (dire, affermare, vedere, accorgersi) quando esprimono fatti oggettivi, usando l'indicativo per indicare certezza o realtà. 

"penso che" è congiuntivo o indicativo?

Il congiuntivo lo troviamo accompagnato da verbi di opinione, come: penso che, credo che, immagino che, può darsi che, è possibile/probabile che, ecc. ecc.

Come capire quando usare il congiuntivo?

Il congiuntivo viene utilizzato in frasi che dipendono da un'altra, in particolare dopo verbi o espressioni che indicano: Opinioni personali o situazioni incerte, per esempio con verbi come pensare, credere, immaginare, ritenere, essere sicuro/certo, avere l'impressione, supporre, dubitare, sembrare, parere.

Quali verbi richiedono il congiuntivo?

I verbi al congiuntivo sono quelli che esprimono soggettività, incertezza, dubbio, desiderio, speranza o emozione, e si usano in frasi subordinate introdotte da "che" o "se", dopo verbi come credere, pensare, sperare, temere, volere, piacere, e in frasi impersonali (bisogna che, è necessario che), oltre che con varie congiunzioni (es. benché, affinché).

Come si dice dovemmo o dovettimo?

Ci sono due forme della coniugazione nel passato remoto: dovei, dovesti, dové, dovemmo, doveste, doverono.

Che debbano o che devono?

Sono corrette entrambe le forme, anche se la più comune e diffusa è la prima.

Come non sbagliare il congiuntivo?

Per non sbagliare il congiuntivo, ricorda di usarlo con verbi di dubbio, desiderio, speranza, opinione e necessità (es. credo che, spero che), nelle frasi ipotetiche con "se" (soprattutto se l'azione è irreale o incerta, come in "se fossi ricco"), con il Lei di cortesia (Mi faccia vedere), con espressioni impersonali (è bene che, è necessario che) e con pronomi indefiniti (chiunque); il trucco è sostituire con l'infinito se il soggetto è lo stesso e verificare il senso di incertezza o soggettività prima di ogni "che" o "se".
 

Si dice se sia possibile o se fosse possibile?

In questo tipo di proposizione si può usare il congiuntivo (quindi se fosse possibile), che è, anzi, la variante più formale, ma anche l'indicativo (se è possibile) e il condizionale, che serve ad attenuare la perentorietà della richiesta, rendendola più cortese.