Domanda di: Sig. Tommaso Ruggiero | Ultimo aggiornamento: 30 novembre 2023 Valutazione: 4.4/5
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Nel brano A Zacinto di Ugo Foscolo sono presenti molte figure retoriche: abbiamo un'allitterazione nel verso 1 (“sacre sponde”) una sineddoche nel verso 7, dove “frondi” significa vegetazione, un iperbato nel verso 14 (“illacrimata sepoltura”), un'altra alliterazione nel verso 13 (“materna mia”).
Che cosa significa l'espressione Illacrimata sepoltura?
Il poeta paragona la propria condizione a quella di Ulisse, che però fu più fortunato di lui in quanto riuscì a rimettere piede sulla sua amata Itaca, mentre Foscolo è condannato ad una "illacrimata sepoltura" (una sepoltura in una tomba su cui nessuno potrà venire a piangere) in terra straniera.
“Non tacque” è litote (una figura retorica per cui si definisce qualcosa negandone il contrario), a sottolineare l'impossibilità di tacere l'irresistibile bellezza e rigogliosità di quelle isole, feconde proprio grazie al “primo sorriso” di Venere.
Chi è colui che l acque canto fatali di che figura retorica si tratta?
Molto elegante è la perifrasi per indicare il poeta Omero, «colui che l'acque / cantò fatali» (vv. 8-9). Si può inoltre rilevare l'uso frequente della sineddoche: «sponde» per indicare le coste (v. 1); «limpide nubi», che è anche ossimoro, per indicare il clima altalenante della Grecia (v.
Zacinto rappresenta la Grecia, la patria, l'oggetto del desiderio inappagato del poeta esule. Si tratta di una patria reale (Foscolo c'era nato), ma anche di una patria mitica, perché rappresenta la terra della classicità, del mito, della bellezza.