Che fine fanno i feti nati morti?

Domanda di: Arduino Fiore  |  Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023
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I feti nati morti nell'età gestazionale compresa tra le 20 e le 28 settimane vengono definiti «prodotti abortivi». In tal caso, la sepoltura è obbligatoria. Entro 24 ore, i genitori possono occuparsene personalmente. Nelle ore successive, la sepoltura avviene a carico della struttura ospedaliera in accordo col Comune.

Dove vanno a finire i feti abortiti?

Se l'aborto avviene prima delle 20 settimane di gestazione, i bambini vengono chiamati 'prodotti abortivi', equiparati a 'rifiuti speciali ospedalieri' dei quali è previsto lo smaltimento (Dpr 254/2003) tramite termodistruzione in discariche pubbliche, fogne, o sepolti insieme agli arti amputati.

Dove vanno le anime dei bambini mai nati?

Per il seppellimento è necessario richiedere i resti mortali del bambino all'ospedale e i permessi per il trasferimento al cimitero all'ASL. [1] Per i feti di 28 settimane (7 mesi) di gestazione la legge nazionale prevede già l'iscrizione all'anagrafe e il diritto alla sepoltura.

Dove vengono seppelliti i bambini nati morti?

Per legge, la sepoltura degli embrioni dopo l'esame diagnostico è possibile solo in cimiteri a norma per la tutela delle falde acquifere. Se non è presente un'area cimiteriale idonea vicino a te è opportuno cercarne una adeguata. Non è vero che se si fa l'esame istologico non si può seppellire.

Dove vanno a finire i bambini morti?

Cosa prevede la legge

Per legge, i bambini sono considerati “nati morti” solo quando abbiano superato le 28 settimane di gestazione al momento del parto. Pertanto se un bambino nasce morto dopo la 28° settimana dovrà essere registrato presso l'anagrafe e, solo successivamente, si potrà procedere alla sua sepoltura.

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