Le borse invendute seguono principalmente tre destini: lo stoccaggio per stagioni future, la vendita a prezzi scontati negli outlet, oppure la distruzione per salvaguardare il prestigio del marchio. Spesso, i prodotti in eccesso vengono esportati in paesi in via di sviluppo, riciclati o, nei casi peggiori, bruciati, contribuendo all'inquinamento.
I prodotti che non possono essere rivenduti vengono donati in beneficenza, liquidati o venduti a intermediari per l'esportazione nel mercato dell'usato. Oppure possono essere distrutti.
Cosa succede all'abbigliamento invenduto a fine stagione?
🤔 I capi rimangono nei magazzini dei negozi per i primi due anni e riproposti le stagioni successive, sperando in una vendita futura. Quando restano invenduti, occupano spazio, bloccano liquidità e vengono acquistati dagli stocchisti a prezzi bassissimi, per poi essere rivenduti nei mercati o negli outlet.
Una parte consistente dei prodotti invenduti, infine, non viene distrutta in Europa, ma esportata in massa soprattutto in Africa, Asia o Sud America, ufficialmente per essere riutilizzata o riciclata.
Stando a Greenpeace, ogni anno vengono realizzati 150 miliardi di nuovi capi, di cui il 25% rimane invenduto. L'80% degli indumenti buttati finisce in inceneritori o discariche. In sostanza, un camion di abiti al secondo.