Domanda di: Loretta De Angelis | Ultimo aggiornamento: 17 aprile 2026 Valutazione: 4.2/5
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Nella mitologia greca, le sirene, creature metà donna e metà uccello (più tardi pesce), hanno un destino tragico legato al fallimento. Dopo essere state superate da eroi come Ulisse o Giasone, che non cedettero al loro canto, si tolsero la vita gettandosi in mare e trasformandosi in scogli, come quelli delle isole Li Galli.
Ulisse, riuscì ad ascoltare il loro canto, legato all'albero maestro della propria nave, per tanto elle si uccisero gettandosi in mare perché non erano riuscite a trattenere l'eroe.
Le sirene sono in grado di ammaliare i naviganti con il loro canto, conducendoli al naufragio e quindi alla morte sugli scogli, che oggi possiamo identificare come quelli dell'isola di Li Galli, poco più a sud della penisola sorrentina; nel corso dei miti, notiamo che solo due navi sfuggono al loro canto: quella degli ...
La leggenda narra che in questa zona vivessero tre Sirene, le figlie di Acheloo: Ligeia, Leucosia e Partenope. Queste erano solite incantare i naviganti dagli scogli del promontorio Peloro, situato tra Scilla e Cariddi, finché questi non venivano sommersi dalle acque.
Raffigura la scena dell'Odissea di Omero in cui Ulisse (Odisseo) resiste al canto ammaliante delle sirene facendosi legare dall'equipaggio della sua nave, mentre a loro viene ordinato di tapparsi le orecchie per non udirle.