Entrambe le forme sono corrette, ma si usano in contesti temporali e sintattici differenti: "che io possa" è il congiuntivo presente, indicando desiderio o possibilità nel presente/futuro (es. "Spero che io possa venire"), mentre "che io potessi" è il congiuntivo imperfetto, usato per ipotesi o desideri nel passato o irreali (es. "Se io potessi, verrei").
Prima del congiuntivo può figurare il verbo potere (ad es., per la prima persona singolare: possa / potessi vincere alla lotteria!), in assenza del quale si usa solo l'imperfetto (*vinca / vincessi alla lotteria!).
Le ipotetiche della possibilità esprimono una ipotesi possibile, ma non sicura. Si formano con il congiuntivo imperfetto nella frase introdotta da se e con il condizionale semplice nella frase principale. Se potessi, partirei subito. Se lui mi chiedesse scusa, lo perdonerei.
Entrambe le frasi sono corrette. Nella proposizione oggettiva (nel nostro caso che il sistema dell'arte potrebbe / possa non accoglierli mai) possiamo trovare sia il congiuntivo, sia il condizionale.
non si dice: Se potrei, verrei. ma si dice: Se potessi, verrei. l'uso dell'imperfetto indicativo sia nella protasi sia nell'apodosi, in caso di ipotesi nel passato: non si dice: Se potevo venivo.