Domanda di: Mietta Sala | Ultimo aggiornamento: 19 agosto 2026 Valutazione: 4.5/5
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La forma corretta è "che io venga" (congiuntivo presente), non "vengo" (indicativo presente). Il congiuntivo è necessario dopo espressioni di volontà, desiderio o dubbio.
La variante vorrei che venga in astratto è corretta, ma è di fatto giudicata decisamente trascurata. Coerentemente, per l'anteriorità alla costruzione immaginerei che lui venisse / sia venuto / fosse venuto corrisponde il solo vorrei che lui fosse venuto.
Quindi vado a Milano implica che la persona con cui si sta parlando non sia a Milano (e ovviamente neanche il parlante, visto che è lui che si sposta); vengo a Milano implica che la persona con cui si sta parlando sia a Milano (ma, ancora, non il parlante, visto che è lui che si sposta).
Una volta il che causale era scritto con l'accento in quanto aferesi di perché: Vieni vicino ché voglio vederti meglio. 2) Proposizione finale con il verbo al congiuntivo: Ha insistito molto che salissi.