Che iodio prendere in caso di attacco nucleare?

Domanda di: Oreste Riva  |  Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023
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Lo ioduro di potassio (simbolo chimico KI) è un sale di iodio stabile che può aiutare a ridurre o bloccare l'assorbimento di iodio radioattivo da parte della tiroide, proteggendola così da possibili danni in grado di evolvere in tumore.

Quanto iodio prendere in caso di radiazioni?

Per una soppressione adeguata, solo nel caso in cui il rischio di assorbimento di I131 superi soglie specifiche per ogni gruppo di popolazione, la posologia consigliata, seguendo le linee guida dell'OMS, è di circa 100 mg di iodio stabile in dose unica negli adulti.

Cosa assumere in caso di attacco nucleare?

Si può tentare di tamponare le radiazioni assumendo delle compresse di ioduro di potassio che forniscono protezione alla tiroide che tende a fissare lo iodio radioattivo 131. Una compressa agisce per 24 ore e risulta essere efficace se assunta fino a 3 o 4 ore dopo l'esposizione.

Dove si acquistano le pillole di iodio?

In Italia sono vendute sotto forma di integratori che si possono comprare senza prescrizione in farmacia, ma l'assunzione in autonomia e senza consulto medico può essere pericolosa perché può portare a disfunzione della tiroide.

Come pulire il corpo dalle radiazioni?

Le alghe (spirulina, kelp, arame, kombu, nori, dulse, clorella, lattuga di mare, wakame, hiziki) impediscono l'assorbimento di stronzio radioattivo 90, bario, cadmio e radio, collegandosi ad essi ed eliminandoli poi dal corpo (effetto chelante).

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