Domanda di: Ing. Lamberto Romano | Ultimo aggiornamento: 22 novembre 2023 Valutazione: 4.6/5
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La scelta tra congiuntivo e indicativo attiene a un livello di registro (più formale: congiuntivo; meno formale: indicativo) ed è in sostanza legata a una libera scelta soggettiva di stile. Pertanto, sia o è sono entrambe soluzioni adeguate.
Se l'azione non è reale, allora devi usare il congiuntivo! Esempio: Anche se vivessi in California (MA NON CI VIVO), non vorrei andare a lavoro. Non si usa con le espressioni: poiché, siccome, dopo che, dato che.
Era sicuro che avesse fatto in tempo a prendere il treno. Era sicuro che aveva fatto in tempo a prendere il treno. Se questi stessi nomi e aggettivi si trovano in frasi negative (e quindi esprimono non certezza ma, al contrario, dubbio e incertezza), allora richiedono che + il congiuntivo.
L'uso del tempo presente (sia) indica qui un'azione possibile, mentre in contesti analoghi il congiuntivo imperfetto indicherebbe irrealtà (se ti portassero via!). In altre parole, la differenza tra il presente e l'imperfetto non è, in questo caso, di natura temporale. Non vedo Valentino. Che sia fuori casa?
Il congiuntivo nell'oggettiva (sia) sarebbe di norma dopo un verbo esprimente opinione, cioè se pensare fosse usato nell'accezione di 'supporre'. Ma se il verbo pensare è usato nel significato di 'essere convinto' (e questo è nostro il caso) dopo il che è giusto l'indicativo (sei).