Nella teologia cattolica, uno dei sette peccati capitali (peccato di s.), consistente in una considerazione talmente alta di sé stessi da giungere al punto di stimarsi come principio e fine del proprio essere, disconoscendo così la propria natura di creatura di Dio e offendendo quindi il Creatore; in senso meno tecnico ...
La superbia è l'atteggiamento tipico di chi ha un'alta considerazione di Sé, dei propri meriti, delle proprie qualità e che tendenzialmente si considera superiore agli altri. Il superbo è caratterizzato da 2 qualità: > confronto con gli altri; > tendenza alla violenza.
Oltre a essere illusoria e altisonante, la superbia è un travestimento che nasconde insicurezza, mancanza di fiducia in se stessi e senso di inferiorità. In alcuni casi, tuttavia si manifesta anche in modo dissimulato. In ogni caso, la persona non vede i propri errori, perché è prigioniera della sua grandiosità.
La superbia costituisce il maggior ostacolo nel nostro rapporto con Dio e con il prossimo. Essa finisce per innalzare un muro fra noi e il resto del mondo. L'umile, invece, esce da se stesso incontro a Dio e al prossimo. Si considera per quello che: un misto di pregi e di difetti.
– Esagerata stima di sé e dei proprî meriti (reali o presunti), che si manifesta esteriormente con un atteggiamento altezzoso e sprezzante e con un ostentato senso di superiorità nei confronti degli altri: tratta tutti con s.; guardare, rispondere con s.; peccare di s.; essere gonfio di s.; montare (o salire) in s.; ...