Domanda di: Dr. Miriana Ferraro | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.4/5
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Nel 1888 ebbe un vero e proprio esaurimento nervoso accompagnato da evidenti allucinazioni. A questo episodio seguì un repentino declino cognitivo e nel 1889 , a soli quarantacinque anni, fu ricoverato in un ospedale psichiatrico, dove gli fu diagnosticata una “demenza paralitica”.
Oggi si tende a pensare che la mente di Nietzsche sia rimasta vittima di un tumore cerebrale a lenta progressione (meningioma) oppure della cosiddetta sindrome CADASIL, una demenza ereditaria di matrice patrilineare.
Nietzsche critica le pretese metafisiche della scienza, non la scienza. Critica soprattutto la scienza che vuole elevarsi troppo al di sopra delle esperienze sensoriali, vuole farsi ragionamento puro, penetrare l'essenza ultima delle cose, per definire una vol- ta per tutte la realtà.
Per il filosofo tedesco, la felicità si ottiene abbracciando la vita in ogni suo aspetto e superando una resistenza. L'uomo, per essere felice, deve divenire oltreuomo, cioè essere in grado di elevarsi al di sopra di se stesso e di ergersi sul cosmo.
L'elemento di base della filosofia di Nietzsche, però, è sicuramente quello del Superuomo, concetto per cui egli è conosciuto in tutto il mondo e che attualmente lo rappresenta più degli altri. Si tratta comunque di una figura metaforica che non dev'essere confusa con l'Übermensch (Superuomo) di hitleriana memoria.