Domanda di: Maria Moretti | Ultimo aggiornamento: 21 novembre 2023 Valutazione: 4.6/5
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Generalità La dottrina moderna del karman origina dalle speculazioni religiose delle Upaniṣad vediche; essa è oggi centrale nell'Induismo, nel Buddhismo, nel Sikhismo e nel Giainismo. Così in ambito induista è comunemente considerata la parte non-materiale delle azioni, ed è la causa del destino degli esseri viventi.
IL CONCETTO DI KARMA NELLA FILOSOFIA BUDDISTA: UNA CHIAVE PER LA CRESCITA PERSONALE. Il termine karma deriva dal sanscrito “karman” letteralmente azione, operazione, e sta a indicare letteralmente ogni azione umana, sia fisica che verbale o mentale.
Nell'induismo e poi nel buddismo, dunque, il karma è la legge di causa-effetto che regola la vita di tutto ciò che è manifesto nell'universo, vincolando le anime al Samsara (dal sanscrito “pellegrinaggio”, “percorso”), ovvero il ciclo di morte e rinascita viene spesso raffigurato visivamente come una ruota.
Karma, letteralmente, significa “azione”. Indica il funzionamento universale di un principio di causalità simile a quello di cui parla la scienza, secondo cui ogni cosa nell'universo esiste all'interno di uno schema di causa ed effetto: “per ogni azione, c'è una reazione uguale e contraria”.
karma, karman, indost. karm], invar. – Termine che, nella religione e filosofia indiana, indica il frutto delle azioni compiute da ogni vivente, che influisce sia sulla diversità della rinascita nella vita susseguente, sia sulle gioie e i dolori nel corso di essa; sinon.